Bollette, tasse e spese famigliari: come evitare di rimandare i pagamenti

Pubblicato da il 20/09/2017 in risparmio -

Moltissime sono le famiglie o i consumatori italiani che hanno difficoltà non solo del tenere traccia delle spese famigliari e personali, ma anche di riuscire a pagare con puntualità senza rimandare o rifugiarsi dietro un atteggiamento procrastinatore. Come fare quindi per rimanere sempre puntuali con i pagamenti? Ce lo insegna il metodo del Kanban, una tecnica consolidata per evitare di rimandare e raggiungere gli obiettivi.

Non è un “problema” solo italiano ma bensì globale, quello di procrastinare impegni di lavoro, scadenze o il pagamento di eventuali tasse e/o bollette. Se ne è infatti parlato alla decima Procrastination Research Conference svoltasi a Chicago lo scorso luglio 2017 e in cui si è evidenziato che il rimandare è un problema comune a tantissime Nazioni del mondo. Consegnare un progetto di lavoro, pagare le bollette o le tasse scolastiche, o – ancora – molto semplicemente fare alcune commissioni quotidiane come fare la spesa oppure ritirare un capo di abbigliamento dalla lavanderia. Secondo i ricercatori, il procrastinare è una usanza molto consolidata nei Paesi di cultura occidentale, tanto da riguardare in prima persona il 20% della popolazione maggiorenne.

I motivi per cui si sceglie di rimandare sono svariati e non si tratta solo di pigrizia ma bensì anche di ansia, di mancanza di organizzazione oppure il rifiuto a quello che potrebbe succedere quando finalmente si porta a termine un lavoro oppure un impegno importante. Una sfumatura molto interessante della ricerca riportata alla Procrastination Research Conference è quella che inquadra il procrastinatore dentro una sfera di ansia da prestazione che, rimandando, tiene a bada in maniera momentanea concentrandosi invece su quei piaceri temporanei che possono però sembrargli gratificanti perché accantonano momentaneamente l’ansia da scadenza o, per l’appunto, da prestazione. Rimane però pressante l’assillo del compito da portare a termine che, quindi, prima o poi torna a farsi sentire costringendo chi rimanda a fare i conti con la realtà.

All’interno di queste valutazioni si fa quindi strada il Kanban, un metodo contro il rimandare messo a punto in Giappone negli stabilimenti Toyota. Tale metodo, a dire il vero, è molto più semplice di quanto si possa pensare ed è basato sul micro-segmentare i grandi obiettivi in piccoli step singoli che, uno dopo l’altro, porteranno quindi al raggiungimento dell’obiettivo finale macro. La tecnica del Kanban (traduzione letterale della parola “insegna”) ha fatto il suo esordio negli stabilimenti della Toyota appunto e, per i lavoratori dell’azienda, è un metodo più che assodato. Utilizzato per ottimizzare le attività quotidiane di lavoro, nell’azienda automotive venivano utilizzati dei cartellini sui prodotti con l’indicazione della loro provenienza e della loro destinazione in modo che la produzione poteva contare su un continuo feedback e, di conseguenza, adattare il flusso in base alla domanda reale. Nell’ottica Kanban quindi i pezzi vengono lavorati solo ed esclusivamente se c’è necessità in modo da ridurre le scorte di magazzino. Giustissimo quindi essere multitasking ma con moderazione e un po’ per volta. La tecnica del Kanban può quindi essere adattata alla quotidianità di ciascuno con l’ottica di ottimizzare il proprio tempo e distribuendo in maniera ordinata e logica le attività da portare a termine nella giornata ma anche nelle immediate, per esempio, “prossime quattro ore”.

Come mettere in pratica il Kanban e riuscire a rimanere puntuali con pagamenti, bollette, tasse e commissioni?

Il primo passo è quello di dotarsi di una bacheca o di una lavagnetta/blocco note. Su questo supporto si suddivide il tutto in tre colonne: “Cose da fare”, “Cose ancora in corso” e “Cose portate a termine”. Dopodiché, per ognuna di queste attività è possibile inserire una dimensione temporale che varia anche in base alla nostra attività: settimanale, mensile e così via. Compilare la bacheca o lavagna poi sarà semplicissimo e basterà inserire le varie attività da fare e, di conseguenza, seguire il loro status da “In corso” a “Cose fatte”.

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