Brexit: la Gran Bretagna fuori dall’UE

Pubblicato da il 24/06/2016 in risparmio -
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Si è svolto ieri, giovedì 23 giugno, il referendum che ha visto i cittadini del Regno Unito votare a favore o contro l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Era molta l’incertezza sull’esito del referendum, come confermato anche dagli esiti: il Leave (uscita) ha vinto con il 51,9% dei voti sul Remain (restare) con il 48,1% dei voti, quindi il Regno Unito è ufficialmente fuori dall’Unione Europea. A votare è stato il 72,2% degli aventi diritto e la maggior parte dei voti favorevoli all’uscita è provenuta dai seggi di periferia e dai cittadini di età avanzata, mentre i “cittadini” e i giovani hanno votato per restare in Unione Europea. Una sconfitta per il premier Cameron, e in generale per tutta la Comunità Europea: la brexit determina un passo indietro rispetto alla globalizzazione dei mercati e dei popoli così tanto auspicabile. Il timore è quello che anche altri Paesi europei possano decidere di uscire dall’Unione Europea, causando un effetto domino che porterebbe ad una forte diminuzione del potere di contrattazione dei singoli Paesi nei confronti di potenze internazionali come USA, Russia, Cina, India e quant’altro.

I mercati finanziari si erano schierati nei giorni scorsi in favore del “Remain”, e oggi, le conseguenze a causa del “Leave” si sono già fatte sentire. Le borse asiatiche hanno chiuso in profondo rosso: perdite generalizzate con il picco di Tokyo a quasi -8% e anche le Borse europee hanno aperto con perdite sostanziali, anche nell’ordine del 10%. Nel contempo anche la sterlina ha subito un crollo nei confronti sia dell’Euro che del Dollaro e lo spread tra i Titoli di Stato italiani e i Bund tedeschi è salito a 170 punti base. Ciò è dovuto alla rincorsa al bene rifugio (costituito dal Bund tedesco che si attesta su un tasso negativo nell’ordine di -0,1%) a discapito dei titoli del nostro Paese (il cui rendimento a 10 anni si attesta a 1,7%). E’ ipotizzabile che le conseguenze della Brexit si ripercuoteranno sui mercati finanziari, non solo nei prossimi giorni ma anche nei prossimi mesi, con pesanti ricadute anche sui risparmiatori che hanno scelto di investire in azioni, obbligazioni e mercati monetari.

Come tutelare quindi i propri risparmi? Abbiamo visto che i mercati, e gli strumenti a loro connessi, stanno vivendo un momento critico. Una delle possibili scelte è quella di investire in beni rifugio, come l’oro, il mattone o i Bund tedeschi. Nei primi due casi il mercato è molto aleatorio e richiede una ingente disponibilità di capitali, nonchè conoscenza delle dinamiche di mercato; nel terzo caso, come abbiamo visto prima, i rendimenti sono negativi, pertanto già in partenza l’investimento causerà una perdita. Una scelta che consente di ottenere una buona remunerazione, e al contempo tutelare il proprio capitale, è costituita dal conto deposito. La scelta del miglior conto deposito dovrà basarsi, in questo momento più che in altri, non soltanto sui rendimenti offerti, ma soprattutto sulla solidità della Banca e sulla tipologia di business alla quale essa si rivolge. Per questo motivo bisognerà rivolgere la propria attenzione ad Istituti di Credito che supportano l’economia reale, non che utilizzano i capitali per speculare sui mercati finanziari.

Quali saranno infine gli impatti sulle dinamiche non relative alla finanza? E’ ancora presto per definirli con certezza, ma è ipotizzabile che il mercato del lavoro, ancora fiorente nel Regno Unito per gli immigrati (fra cui molti Italiani), subirà delle variazioni importanti. Anche le ricadute sul commercio non saranno trascurabili: basti pensare che con il calo del valore della sterlina del 10%, i cittadini britannici che desiderano effettuano un acquisto al di fuori del Regno Unito, oggi lo pagheranno il 10% in più rispetto a ieri.

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