Chi paga i debiti delle banche?

Pubblicato da il 09/02/2016 in risparmio -

Che cosa succede se una volta tanto non sono i debitori ad essere insolventi ma le banche che non sono più in grado di far fronte alle obbligazioni vendute ai risparmiatori? Il tema è di scottante attualità in Italia e nelle regioni del Nord Est, tanto che è stata approvata una norma “salva-risparmiatori” che mette a disposizione dei risparmiatori danneggiati 100 milioni di euro che confluiranno nel nuovo Fondo di Solidarietà. L’importo, di per sé considerevole, è comunque inferiore di un terzo del valore azzerato nel retail, che secondo le stime presentate in Parlamento è di circa 350 milioni di euro.

Il Fondo potrà agire solo nel limite delle risorse disponibili e nel quadro di regole europee sugli aiuti di Stato. L’altra certezza è che potranno accedere al fondo esclusivamente persone fisiche, imprenditori individuali, nonché imprenditori agricoli e coltivatori diretti. L’operazione di “salvataggio” non sarà quindi estesa ai crediti delle società.Le procedure per accedere al fondo potranno essere in tutto o in parte di natura arbitrale. In questo caso l’erogazione della prestazione sarà subordinata all’accertamento di responsabilità per violazione degli obblighi di correttezza nel collocamento. Resterà salvo il diritto dei risparmiatori al risarcimento del danno. Un dpcm (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) definirà le modalità di supporto alle procedure arbitrali, anche avvalendosi di organismi o camere arbitrali già esistenti.

I correntisti e i titolari di conto deposito continueranno invece ad essere tutelati dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi): si tratta di un consorzio obbligatorio riconosciuto dalla Banca d’Italia al quale devono obbligatoriamente aderire tutti gli istituti di credito italiani (eccetto le banche di credito cooperativo), il cui scopo è quello di garantire i depositi sino ad un massimo di 100 mila euro.

Rendimax banner

SCRIVI UN COMMENTO

Feed RSS