Ci sarà un ritorno al passato con la rivincita dei libretti di risparmio?

Pubblicato da il 05/01/2012 in risparmio - 14 Commenti

Maggiori sono i timori per la situazione economica che stiamo affrontando e minori saranno le nostre capacità di fidarci delle nuove tipologie di investimento. È ovvio infatti che ogni volta che ci sentiamo in pericolo siamo psicologicamente portati a guardare al passato ed a servirci di ciò che non ci ha creato problemi, anche se non conveniente rispetto alle alternative. Questa volontà di accontentarsi del certo per l’incerto si riflette negli strumenti di risparmio, dove talvolta si preferisce rinunciare ad un interesse maggiore per limitarsi ad avere il minimo indispensabile.

Seguendo questo comportamento psicologico, stanno prepotentemente tornando di moda i libretti di risparmio. Spieghiamo brevemente di cosa si tratta: sono dei depositi a vista, cioè rimborsabili in qualsiasi momento. Le uniche operazioni possibili con questo metodo di risparmio sono il prelievo ed il versamento di contante: operatività limitata ma che permette di ridurre a zero il costo di gestione.

I libretti di risparmio possono essere bancari o postali, in relazione all’emittente, e si suddividono in:

  • nominativi;
  • al portatore.

La differenza tra i due è suggerita dal nome: il primo permette di effettuare operazioni esclusivamente al titolare del deposito, mentre il secondo (molto più limitato dal punto di vista del massimale concesso) è invece un titolo pagabile a vista, nel senso che permette l’operatività a chi ne detiene il possesso.

Negli anni passati, indicativamente prima dell’approdo di Internet, il libretto era una forma di risparmio molto apprezzata, in quanto era certamente conveniente per molte ragioni, in particolare:

  • la facilità di utilizzo;
  • i costi pari a zero;
  • la mancanza di un rapporto continuativo e vincolante con l’emittente;
  • la facilità d’uso e la semplicità per diventarne titolare.

L’avvento di Internet ha permesso anche ai conti correnti tradizionali di adattarsi a queste esigenze: attraverso la Rete si potevano scaricare tutte le informazioni utili, ridurre le spese di gestione e garantire un rendimento, pur di poco, superiore a quello proposto.

Oggi, in una situazione dove le banche godono di una fiducia non elevata da parte dei risparmiatori a causa della crisi economica globale, il libretto di risparmio è diventato quasi un salvagente per alcune persone, soprattutto quelle più timorose. Il problema però è che se prima l’elemento che imponeva una riflessione sull’accettare o meno questa tipologia di risparmio era lo scarso tasso di interesse che veniva concesso, ora se ne sono aggiunti altri due: l’impossibilità di utilizzo oltre i 1.000 euro dei libretti al portatore e il pagamento del bollo di 34.20€ per quelli nominativi con giacenza superiore ai 5.000 euro annui a causa delle recenti disposizioni legislative del cosiddetto Decreto Milleproroghe.

Insomma, chi pensava di ritornare facilmente al passato dovrà far i conti con un problema in più: i nuovi vincoli legislativi.

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14 Commenti a "Ci sarà un ritorno al passato con la rivincita dei libretti di risparmio?"

  1. paolo 05/01/2012 at 19:24 ·

    diciamo che si sta parlando di una situazione abbastanza “vecchia”. Attualmente la posta offre per 6 mesi un ottimo 5% promozionale ed un 3% “normale” che non è proprio da sprovveduti.

  2. Redazione 06/01/2012 at 20:23 ·

    Attenzione però che l’interesse promozionale del 3% si applica sul deposito mantenuto in via permanente per sei mesi e comunque su tale somma devi considerare l’introduzione del bollo da 34.20 euro.
    L’idea dell’articolo era proprio quella di mettere in guardia sul prodotto, nel senso che pur essendo sicuro (un libretto nella vita l’abbiamo avuto tutti) è diventato più costoso e dunque meno conveniente.

  3. Giuseppe Antonuccio 06/01/2012 at 19:36 ·

    paolo, non riesco a trovare questa offerta della posta: mi daresti una dritta?

  4. paolo 08/01/2012 at 21:35 ·

    Lungi da me fare pubblicità alle poste , ma , tanto per tenere aggiornati anche chi redige gli articoli, volevo far presente che PT è diventata sufficientemente agguerrita di questi tempi. Il librettino postale in dicembre 2011 era diventato particolarmente interessante perché offriva, oltre al 3% per tutti, dava sulle somme depositate in dicembre e mantenute per 180 gg. un extra di 10 euro ogni 1000 versate, portando così il rendimento lordo al 5%, ma con il bollo come mi è stato ricordato: Ci sono invece sul mercato giacenze molto meno remunerate (ed anche meno sicure) ad esempio sulla coop della mia provincia risultano a bilancio depositi dei soci che nel 2011 hanno reso un netto dell’1,32% ed ammontano 2,8 miliardi di euro scusate se è poco !

  5. fab 18/01/2012 at 13:38 ·

    scusa paolo, ma il 3% mi pare di capire è solo sulla nuova liquidità, quindi quello che già c’era sul libretto matura solo l’1,40% per il 2012; cioè il 3% è riconosciuto solamente sulla differenza e non su tutto il saldo. I bonus poi – a parte che valevano solo per Dicembre 2011 (nessuna pubblicità, nessuna email ai registrati su poste.it) – ma 10€ ogni 1000 sarebbero l’1%, giusto? Valgono solo per 6 mesi quindi 0,5% annuale. 3 + 0,5 = 3,5%: non capisco da dove esce fuori il 5%! 🙂

    Provo a postare il link ufficiale del PDF sul sito delle poste, non so se è vietato o se il filtro antispam lo censura, ma cmq le condizioni sono lì:

    http://www.poste.it/resources/bancoposta/pdf/librettopostale/Novita_rendimenti_Avviso.pdf

  6. paolo 18/01/2012 at 17:40 ·

    In effetti ERA sulla nuova liquidità portata dal 1/12 al 31/12 che, oltre ad aver garantito il 3% annuo col meccanismo da te indicato del 1,40+1,60 DAVA lorde 10 euro ogni 1000 euro versate e mantenute fino al 30/6/12. (quindi 10 euro per 6 mesi = 2% lordo annuo) per un totale del 5% per 6 mesi (i 10 euro verranno accreditati il 30/6 sul librettino) ed il 3% rimane fino a fine anno.Ciò avrebbe potuto spingere (per chi aveva disponibilità in quel periodo a spostare sul librettino anche grosse cifre da tenere lì per 6 mesi e percepire il 5% (che non è poco).
    Chiarito questo, il mio intervento era per dire che ANCHE le vecchie poste italiane nel periodo di dicembre hanno fatto una PROMOZIONE niente male, dimostrando di essere agguerrite. Cosa che altri investimenti popolari non hanno fatto (vedi coop).

  7. fab 20/01/2012 at 11:54 ·

    scusa, ma l’unità di misura comune per gli interessi è *annuale lordo*, giusto? Per cui 10 euro ogni 1000 su 6 mesi sono – come già detto – lo 0,5% *annuale*, non il 2%! E infatti sul sito delle poste non parlano assolutamente di questo fantomatico 5% 🙂 , ricordo che il libretto capitalizza gli interessi solo una volta l’anno. Se proprio vogliamo dire «5% semestrale» sarebbe un 2,5% annuale, per cui niente di così stratosferico, secondo me: è il tasso base di conti di deposito tipo Rendimax, “sponsor” di questo blog, riconosciuto tra l’altro sull’intero saldo e non solo sulla nuova liquidità, e con interessi liquidati *trimestralmente*.

    Quelle delle Poste sono delle tecniche di vendita alias specchietto per le allodole al limite della pubblicità ingannevole; come la promozione del 4% sui conti BancoPosta per il 2012: se si va a leggere nel dettaglio si scopre che varrà sugli incrementi superiori a 3.000 euro rispetto alla giacenza media al 30/11/2011, quindi se a quella data la giacenza media del conto era – per esempio – 10.000 €, quel 4% verrà riconosciuto SOLAMENTE per il saldo giornaliero che supera i 13.000 € !!! E da quei 13k non puoi scendere altrimenti il fantomatico 4% te lo sogni proprio!

    Sempre meglio di niente, ma queste promozioni le hanno fatte, mi sa, per venire incontro ai tanti che disinvestiranno le polizze, i fondi, le obbligazioni ecc… soggette alla nuova stramaledettissima imposta dello 0,1% del governo Monti (0,15% dal 2013).

    Le vecchie Poste sono costrette dalla concorrenza a stare al passo coi tempi, ma purtroppo il baraccone statale, pletorico, elefantiaco è nettamente percepibile (e costoso) e soprattutto gestiscono malissimo le nuove tecnologie (operatività web) visto che per ancora tante, troppe cose devi recarti fisicamente all’ufficio postale.

  8. Paolo 20/01/2012 at 23:25 ·

    non discuto del c/c, e nemmeno della convenienza di Rendimax nel quale ho gran parte dei miei risparmi, ma, ad esempio nel mio caso che, proprio in dicembre ho spostato da un altro deposito poco fruttifero in Rendimax, se avessi spostato sul ribretto postale per 6 mesi avrei preso qualcosa in più! mi permetto di farti notate che 10 euro ogni 1000, pagati alla fine dei 6 mesi, quando il capitale può essere ritirato, corrispondono al 2% annuo (la matematica non è un’opinione) che, sommati al 3% che verrà sì liquidato a fine 2012 fanno appunto un 5% (anche se corrisposto per soli 6 mesi). Nessuno mi avrebbe impedito poi di ritirare tutto il 1/7 e spostarli ad esempio su Rendimax. Rimane la questione del bollo introdotto da Monti che avrebbe reso sconveniente l’investimento per cifre non consistenti, ma nel mio intervento non dicevo che il librettino postale è assolutamente conveniente, ma solo che ANCHE le poste si sono mosse alla ricerca di qualcosa di nuovo .

  9. fab 23/01/2012 at 17:12 ·

    La matematica (finanziaria) non è decisamente il tuo forte. Per la terza ed ultima volta il 3% promesso è *annuale* in accoppiata ai bonus *semestrali*. Se proprio vuoi restringere il caso ad un investimento semestrale, siamo ad un 1,5% lordo (3% diviso 2) + 1% netto dei bonus, equivalenti ad un 2,5% *semestrale* (ritiro al 1/7).

    Rimanendo sull’orizzonte annuale, i bonus non valgono per il secondo semestre del 2012, quindi non ha nessun senso parlare di quel fantomatico 2% in aggiunta al 3%.

    Fatti uno specchietto dei versamenti e calcola i rendimenti sia nel caso di ritiro a 6 mesi che ad 1 anno.

    Quello di indicare gli interessi assoluti (cifrona) senza parametrarli sul tempo è un vecchio trucco, uno specchietto per le allodole.

    Il documento seguente delle Poste – quindi – è a voler essere buoni “fuorviante” e auto-contraddittorio perché c’è scritto più volte che i tassi sono *annuali* lordi, ma in fondo allo stesso come esempio di rendimento porta il 1° semestre 2012 e dice «3%: dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2012»:

    http://www.poste.it/resources/bancoposta/pdf/librettopostale/Esempio_calcolo.pdf

    Delle due l’una: o il 3% è semestrale o è annuale. Se come dicono loro (e come prassi) è annuale, ecco che i conti non tornano (da dove esce fuori quel 4,66% semestrale?). Magie del marketing sgangherato delle Poste.

  10. Paolo 23/01/2012 at 20:19 ·

    Girala come vuoi: fatto sta che se uno il 30 Dicembre del 2011avesse avuto a disposizione 50000 euro ed il I luglio del 2012 avesse dovuto effettuare un pagamento, con RM Like avrebbe ottenuto 50850 euro(fermo restando che le attuali condizioni rimangano almeno fino al 30/4/2012) e con PT 50400+ 600-34 al 31/12/2012.
    Non avendo più bisogno di effettuare il pagamento poi avrebbe potuto metterli su Rendimax o su una ipotetica nuova offerta dal 1/7 al 31/12 ottenendo un ulteriore rendimento in funzione di quello che sarà il mercato.
    Ad oggi non esiste on line vincolo che dà il 5% ANNUALE per vincoli di 6 mesi che io sappia ed è per questo che contraddivo il relatore dell’articolo dicendo che anche le vecchie Poste si stanno movendo.
    Non entro nel merito dell’apertura del tuo post: è evidente che tutte le proposte che comportano un vincolo temporale vanno valutate in funzione del tasso annuale: Rendimax , ad esempio, oggi per un impegno a 6 mesi offre il 4,20% lordo cosa credi che ti dia dipo 6 mesi al lordo su 10000 euro 420 euro o 210????? .
    http://www.rendimax.it/scopri_rendimax/rendimax_vincolato

  11. fab 25/01/2012 at 18:50 ·

    nel tuo esempio a me risuta pure di più: 500 bonus + 600 interessi netti sul semestre – 34,20 = 1065,80. Chiaro che è di più degli 850 di rendimax, ma appunto non mi sembra niente di stratosferico. E questa offerta non esiste più, è durata solo un misero mese, scarsamente pubblicizzata dal baraccone delle Poste; è paradossale che una “azienda” LOL di (tele)comunicazioni non abbia mandato almeno una misera email ai registrati sul suo sito: la gestione email su poste.it ha sempre fatto pena, e stanno mettendo pure quel (dis)servizio a pagamento da marzo. Io ho ancora un vecchio Libretto, forse ne avrei potuto approfittare, ma non posso andare tutti i giorni fisicamente alla Posta per sapere le cose. Il sito è fatto pure peggio, in continuo e schizofrenico rifacimento.

    Per la cronaca WeBank dà sui vincoli a 6 mesi il 4,5%, “Deposito Sicuro” di Banca Marche il 5,5% sui vincoli a 12 mesi.

    è evidente che tutte le proposte che comportano un vincolo temporale vanno valutate in funzione del tasso annuale

    finalmente ti è chiaro! 🙂

  12. Paolo 25/01/2012 at 19:48 ·

    A me è sempre stato chiarissimo proprio per i miei vecchi studi di ragioneria e tecnica bancaria. So benissimo che esistono offerte con tassi annuali superiori, ma con vincoli via via crescenti. Anche RM offre il 5,10 annuale, ma se VINCOLI per due anni. Ottenere il 5% per 6 mesi era un’ottima offerta e, al momento non uguagliata. Il fatto che il vincolo (e quindi il tasso) durava per SOLI 6 mesi, di questi tempi, non poteva che essere un vantaggio. C’è una banca adesso che , se vincoli 500 euro per un anno al 4%, ti dà un extra bonus di 100 euro da spendere in un negozio: per me è un’offerta da sfruttare: banca Ifis preferisce non fare promozioni ed ha fatto un’ottima offerta con un tasso interessante con vincoli brevi:è un’ottima proposta e molti aderiscono perché apprezzano più il basso vincolo (33 gg.) che i centesimi di tasso in più.
    Tutto questo non vuole essere un panegirico pro PT, ma solo una considerazione a supporto di quanto asserivo nel mio primo intervento.

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