Come risparmiare facendo shopping: non solo discount

Pubblicato da il 14/05/2012 in risparmio - 1 Commento
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Secondo l’ultima rilevazione della società di ricerca Nielsen, la propensione al risparmio degli italiani è aumentata notevolmente a causa della crisi: si è infatti passati dal 38% del primo semestre 2011 al 41% del secondo.

Tale situazione si riflette anche sulla spesa, per la quale è stata registrata una crescente tendenza ad acquistare prodotti in promozione, mentre le visite ai supermercati si fanno più frequenti a fronte di importi più contenuti per ridurre gli sprechi di cibo.

Oltre un italiano su due ha tagliato gli acquisti reputati superflui, il 27% compra meno in generale e uno su cinque passa a marchi più economici rispetto al passato.

Quest’ultima tendenza è confermata anche dalla crescita delle vendite del “private label” o marche commerciali (prodotti o servizi realizzati o forniti da società terze e venduti con il marchio del distributore), superiori del 17% nel 2011 rispetto all’anno precedente, per un giro d’affari di circa 9 miliardi di euro. Poiché su questo tipo di beni non gravano i costi di marketing tipici dell’industria di marca, il distributore incassa profitti più alti rispetto agli analoghi prodotti di industrie note, mentre il consumatore può portare a casa un acquisto di buona qualità a costi più contenuti.

Il mercato delle promozioni nel largo consumo, che in molti casi risolve anche il problema della gestione delle scorte di magazzino della grande distribuzione, ha raggiunto in Italia un valore di 14,6 miliardi di euro, corrispondenti a circa 650 euro a famiglia, mentre il risparmio annuo ottenibile rispetto al prezzo pieno ammonta a 4,5 miliardi, ossia 200 euro per nucleo familiare. La macro-area più interessata dalle promozioni è il Mezzogiorno (circa il 33% del totale prodotti), mentre al Nord solo la Lombardia sfiora il 30%.

I beni più interessati dagli sconti fanno per lo più parte del comparto alimentare (olio, tonno in scatola, vino doc e yogurt in primis), ma non solo, come dimostrato dal successo delle catene low-cost e dei servizi online di social shopping. La volontà di acquistare in quantità per ottenere prezzi migliori (ad esempio tramite i Gruppi di Acquisto Solidale), invece, è spesso penalizzata dalle ridotte dimensioni dei nuclei familiari, a causa delle quali si rischierebbe di acquistare di più rispetto alle necessità.

In un momento di contrazione dei consumi pare, dunque, che il mondo della Grande Distribuzione abbia saputo riorganizzare al meglio la propria offerta: i dati attestano, infatti, una crescita in valore (+2,3% nel 2011) e volumi (+0,1%) , nonostante ci si attenda maggiori difficoltà per l’anno in corso.

Infine, nuove tendenze in tema di shopping arrivano dai canali multimediali di comunicazione: all’estero, ad esempio, si stanno diffondendo forme di pubblicità che combinano manifesti tradizionali, presso i luoghi ad alta frequentazione come le fermate di autobus e metropolitane, e Qr Code, codici a barre che contengono informazioni su altre proposte commerciali, visualizzabili da chi è in possesso di uno smartphone.

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