Come risparmiare in sicurezza: un confronto tra Titoli di Stato e Buoni Fruttiferi Postali

Pubblicato da il 09/10/2012 in risparmio -
crescita risparmio

Tra gli investimenti privilegiati dagli investitori più attenti alla sicurezza rientrano prodotti non quotati come i Buoni Fruttiferi Postali (BFP): titoli emessi dalla Cassa Depositi e Prestiti, garantiti dallo Stato Italiano (la loro solvibilità è quindi simile a quella di BOT e BTp) e collocati in esclusiva da Poste Italiane. Diversamente da analoghi titoli esteri, come ad esempio quelli tedeschi, i BFP possono essere acquistati anche da investitori stranieri.

Questi strumenti di risparmio garantiscono sempre la restituzione del capitale investito e gli interessi maturati.  Inoltre, a fronte di un rendimento lordo annuo che può arrivare fino al 3,5% (le condizioni di emissione vengono riviste o confermate, di regola, all’inizio di ogni mese), i BFP possono essere riscattati senza nessuna spesa o commissione in qualunque momento, anche il giorno stesso in cui sono stati sottoscritti.

Con riferimento ai costi, i BFP sono soggetti ad una ritenuta fiscale del 12,50% e, nel caso di un valore di rimborso complessivamente superiore a 5.000 euro, alla stessa imposta di bollo annua dovuta per il denaro presente in un conto corrente o in un conto deposito, pari allo 0,1% nel 2012 e allo 0,15% dal 2013, con un minimo di 34,20 euro e un massimo (per il 2012) di 1.200 euro.

Lo scorso settembre, i tassi dei BFP a 2 e 3 anni hanno superato nettamente quelli dei BTp di durata equivalente, mentre il rendimento dei BFP indicizzati all’inflazione si è avvicinato a quello dei Btp-i e dei Btp Italia.

Per il mese di ottobre, la Cassa Depositi Prestiti ha ridotto gli interessi, ma il ritorno dei BTF resta in molti casi superiore rispetto a quello dei BTP.

Qualunque scelta di investimento si decida di operare, comunque, è sempre bene diversificare al massimo il proprio portafoglio avvalendosi, quando possibile, dei consigli di un consulente esperto e fidato.

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