Prelievo in contanti e limiti da rispettare

Pubblicato da il 03/11/2016 in risparmio -
contante

La normativa legata all’utilizzo del contante ha subito varie modifiche negli ultimi anni: sono in molti quelli che non hanno ancora ben chiaro come si può utilizzare il denaro contante. E’ necessario innanzitutto distinguere tra 3 diverse tipologie di operazioni che si possono fare con i contanti:

  1. Pagamenti;
  2. Prelievi (sia da sportelli ATM che presso le filiali degli Istituti di Credito);
  3. Versamenti (sia da sportelli ATM che presso le filiali degli Istituti di Credito).

La recente modifica alla normativa ha ricadute solo sulla tipologia di operazioni n.1: ad essa sono soggette tutte le transazioni che avvengono tra privati cittadini, tra privati cittadini e pubblica amministrazione, tra privati cittadini e persone giuridiche (aziende) e tra persone giuridiche e pubblica amministrazione. E’ infatti consentito effettuare pagamenti in contanti fino ad un massimo di 3mila euro; per transazioni di importi superiori è necessario utilizzare metodi di pagamento “tracciabili” (bonifici, carte di credito, assegni, ecc.). La normativa ha lo scopo di limitare la circolazione del denaro “nero” e proveniente da attività di riciclaggio, salvaguardando al tempo stesso la circolazione del contante (il limite era infatti precedentemente stato posto a 1000 euro).

Come chiarito da una circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 4 novembre 2011, e precisato anche dall’Abi (Associazione bancaria italiana), tale normativa non si applica alle operazioni di prelievo e di versamento di contanti. Tali operazioni infatti non prevedono un passaggio di denaro da un soggetto ad un altro, bensì il denaro assume solo una forma diversa (da digitale a cartaceo e viceversa), restando di fatto in possesso del medesimo soggetto. Teoricamente ogni correntista e risparmiatore è quindi libero di prelevare e versare qualsiasi importo, senza che esista un limite massimo.

E in pratica? Come spesso accade la pratica è diversa dalla teoria. E’ evidente che gli Istituti di Credito non dispongono fisicamente di tutto il denaro presente sul conto corrente di ciascun cliente, pertanto potrebbe non essere possibile prelevare grosse cifre senza prima “prenotarle”. Un ulteriore limite che determina un tetto massimo di prelievo è legato alla sicurezza. Le carte di debito (bancomat) sono dotate di massimali che non possono essere superati: essi vengono stabiliti per tutelare il cliente nel caso di utilizzo fraudolento della carta da parte di terzi. Infine anche la tecnologia costituisce un limite dal lato versamenti: gli sportelli ATM possono accettare un ammontare massimo di banconote. E’ inoltre doveroso sottolineare come gli Istituti di Credito, e gli enti preposti alla Vigilanza, possano chiedere informazioni al clienti in merito alla motivazione del cospicuo prelievo/versamento, nonchè segnalare alle autorità competenti movimentazioni non usuali.

Chiudiamo con un piccolo suggerimento: è buona regola limitare l’ammontare di contante che teniamo a nostra disposizione per ragioni in primis di sicurezza, e in secondo luogo perchè il denaro contante non frutta alcun tipo di interesse. E’ preferibile mantenerlo in un conto deposito libero e gratuito, magari dotato di una carta di pagamento che consenta di prelevare il contante a seconda delle esigenze.

 

 

 

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