Conti deposito e beni rifugio a confronto

Pubblicato da il 20/04/2012 in risparmio - 3 Commenti

Per tutelare il proprio risparmio in questa fase di incertezza economica e finanziaria, molti investitori hanno scelto di acquistare i cosiddetti “beni rifugio”, il cui rischio legato all’investimento è molto limitato. Ne sono un esempio:

L’oro: investirvi è possibile sia acquistando direttamente il metallo (tenendo conto dei costi di custodia), che puntando su titoli finanziari ad esso collegati. Poiché la quotazione dell’oro avviene in dollari, il tasso di cambio va valutato attentamente, così come il mercato di riferimento, assai volatile.

Le valute di Paesi la cui economia è particolarmente stabile: dollaro americano, franco svizzero, yen giapponese, dollaro australiano e canadese e, recentemente, anche le monete del Nord Europa che non fanno parte dell’euro. In questo caso la soluzione più semplice per il piccolo risparmiatore è aprire, presso la propria banca, un conto deposito in valuta estera, sempre che l’istituto di credito acconsenta all’operazione e applichi commissioni ragionevoli. Chi investe in questi beni deve tenere sotto controllo l’andamento dell’economia del Paese, gli scambi commerciali con l’estero e la politica monetaria, sempre considerando l’instabilità che ha colpito anche i mercati valutari, a causa della crisi dei debiti sovrani.

I Titoli di Stato: Come per le valute, vengono considerati sicuri quelli dei Paesi economicamente stabili tra i quali, in Europa, spicca la Germania (tanto che la rischiosità di un debito sovrano viene oggi valutata in riferimento al Bund tedesco). Solo pochissimi Paesi al mondo godono di maggir sicurezza: Svizzera, Giappone, Hong Kong, Singapore e Danimarca.

Proprio perché sicuri, però, questi beni offrono un rendimento molto basso (in alcuni casi perfino negativo), soprattutto se rapportato al prezzo d’acquisto, in genere assai elevato a causa della crisi. Acquistarli oggi potrebbe aver senso in previsione di un peggioramento della situazione.

Un’alternativa interessante ai beni rifugio sono i conti deposito, anche se molte banche hanno rivisto i rendimenti al ribasso per le grandi iniezioni di liquidità da parte della Bce. Sebbene i prodotti-salvadanaio preferiti dagli italiani continuino a garantire un ritorno interessante, per molti di loro è dunque iniziata la discesa. Tuttavia, un confronto tra i vari conti deposito, evidenzia che non tutte le banche aderenti al Fondo Interbancario di Tutela dei depositi hanno intrapreso questa strada: il conto rendimax  top 12 mesi di  Banca IFIS, ad esempio, continua ad offrire il 4,60% lordo.

Qualunque sia la vostra scelta di investimento, cercate comunque sempre di diversificare il vostro portafoglio affidandovi, se necessario, al vostro consulente di fiducia.

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