Cos’è l’inflazione e come difendersi

Pubblicato da il 23/05/2016 in risparmio -

L’inflazione è un fenomeno economico definito come il costante e generale aumento dei prezzi dei beni destinati al consumo delle famiglie; il tasso di inflazione rappresenta la velocità con cui tali prezzi aumentano rispetto all’anno precedente. Viene misurato (dall’ISTAT) in percentuale, prendendo in considerazione alcuni beni e servizi di larga diffusione, che costituiscono il paniere dei prezzi al consumo. Un’inflazione leggermente positiva (attorno al 2%) è sintomo di un’economia sana e in crescita, viceversa, la situazione di inflazione negativa (deflazione) è sintomo di un’economia stagnante o in recesso.

Un esempio concreto

Per comprendere al meglio come agisce l’inflazione, facciamo un semplice esempio. Ipotizziamo un tasso di inflazione del 2% e acquistiamo 1 kg di mele oggi al prezzo di 1 euro: il prossimo anno, lo stesso chilo di mele, costerà 1,02 euro. La differenza è minima, ma provate a pensare quanti soldi spendiamo ogni anno per l’acquisto di beni di primaria importanza e tale divario si amplierà notevolmente. E’ un po’ più complesso comprendere tale dinamica se pensiamo al potere d’acquisto della moneta. Una banconota da 100 euro, tra un anno rimarrà tale e quale ad oggi, ma diminuirà il suo potere d’acquisto: con 100 euro oggi compriamo 100 kg di mele, tra un anno ne compriamo 98 dato che il prezzo delle mele, come detto nel primo esempio, è passato da 1 €/kg a 1,02€/kg. Va da sè che, se il nostro stipendio non viene annualmente adeguato al tasso di inflazione, anno dopo anno diminuirà la nostra capacità di spesa. Per ovviare a questa situazione è necessario quindi che il nostro denaro aumenti di valore anno dopo anno: perchè ciò possa avvenire è utile investirlo in strumenti che offrano un rendimento, remunerino il capitale depositato.

Come difendersi

Come è risaputo, i prodotti di risparmio offrono un certo tasso di interesse: esso può essere reale, se tiene conto dell’inflazione, o nominale se non ne tiene conto. Fino a qualche anno fa, numerosi prodotti di risparmio proponevano tassi reali, oggigiorno invece, in un contesto dove il denaro “costa” davvero poco, il tassi sono nominali e hanno valori molto bassi. E’ comunque importante non lasciare il denaro “abbandonato” a se stesso in conti corrente che non forniscono interessi, ed eroso dall’imposta di bollo statale. In tal senso, la prima mossa da fare è aprire un conto corrente ad elevato rendimento, scegliendo tra le varie proposte sia online che sul canale tradizionale. In secondo luogo è opportuno scegliere altre tipologie di prodotto destinate esclusivamente all’accrescimento del capitale: le soluzioni offerte dal mercato sono molteplici (azioni, obbligazioni, Pac, fondi comuni, ecc), e sono molti i players che operano in questo campo (banche, assicurazioni, aziende, Stato, società finanziarie, ecc). Uno degli strumenti attualmente più interessanti, soprattutto viste le garanzie che offre, è il conto deposito. I rendimenti sono ancora soddisfacenti, soprattutto per le soluzioni online, non vi sono costi (alcuni Istituti si accollano anche l’imposta di bollo) e il capitale depositato, fino ad un massimo di 100.000 euro, per depositante per banca, è tutelato dal FITD (Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi) in caso di fallimento della Banca. E’ inoltre utile ricordare che, in caso di Bail In, ossia la procedura secondo la quale le banche, in caso di crack, devono autofinanziarsi senza l’aiuto dello Stato, i correntisti e i depositanti (con importi oltre 100.000 euro) sono gli ultimi ad essere chiamati in causa, dopo gli azionisti, i detentori di strumenti subordinati e gli azionisti.

Concludendo, lasciare il denaro “sotto al materasso” non è una buona idea: il potere di acquisto della moneta diminuisce man mano nel tempo, come se la banconota, sbiadendosi a causa del passare del tempo, perdesse di efficacia. Un esempio che rende bene l’idea e che dovrebbe incoraggiare i risparmiatori a tutelare il proprio capitale.

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