Educazione finanziaria: perché è importante per essere buoni risparmiatori

Pubblicato da il 26/09/2017 in risparmio -

Essere buoni risparmiatori ma, soprattutto, ottimi investitori può sembrare difficile ma, in realtà, la prima arma da adottare è quella dell’alfabetizzazione finanziaria e quindi dell’educazione non solo ai temi del risparmio ma soprattutto della finanza e dell’economia.

Oltre ad essere una sorta di arma di difesa per tutti gli italiani, conoscere i temi del risparmio e della finanza è importante proprio perché rafforza l’ambiente in cui le diverse istituzioni sono chiamate ad operare, come ha affermato il governatore della Banca d’Italia Ignazio ViscoPer Visco, infatti, l’importanza dell’educazione finanziaria “non riduce certo la necessità di garantire la trasparenza e la correttezza nei rapporti con la clientela, assicurare la migliore supervisione possibile da parte delle autorità di vigilanza e intervenire con decisione per punire i comportamenti illeciti e scorretti”.

Insomma, il tema dell’educazione finanziaria cresce e diventa di attualità, non solo in Italia (considerata spesso fanalino di coda dell’Europa) ma anche in Europa. Il Belpaese, infatti, si colloca agli ultimi posti per grado di conoscenza finanziaria, secondo una recente “ricerca sull’alfabetizzazione finanziaria nel mondo” (Financial Literacy around the World) curata da ricercatori della Banca Mondiale e della George Washington University insieme a Standard & Poor’s Ratings Services. Secondo tale ricerca, “solo il 37% degli italiani intervistati sui concetti economici e finanziari di base ha raggiunto la sufficienza. Tale percentuale risulta inferiore alla media europea (55%) e al dato rilevato in tutte le altre economie avanzate (e in alcuni paesi emergenti)” (Fonte: eticasgr).

Esistono comunque dei casi di eccellenza in Europa e si tratta di Danimarca, Svezia e Norvegia che registrano infatti un 71% degli interpellati con buone conoscenze in materia, lo stesso per Canada e Israele (68%), Germania e Paesi Bassi (66%).

Cosa comporta poca educazione finanziaria in Italia?

Solo poco più del 40% degli intervistati in italia conosce il significato di alcune nozioni di base dell’economia e della finanza, come ad esempio inflazione, rapporto rischio rendimento oppure spread. In tal senso, pare che la ridotta conoscenza finanziaria incida sulla comprensione dell’andamento dei mercati e sulle scelte di investimento che quindi non hanno alcuna familiarità con nessuno strumento finanziario, sia esso un conto deposito, un conto titoli o altro. Si continuano pertanto a preferire prodotti percepiti a basso rischio, come conti correnti e depositi bancari. In questo contesto si evidenzia però un netto recupero dei fondi comuni di investimento, per i quali in Italia l’interesse è superiore rispetto alla media europea.

Perché è importante coltivare l’educazione finanziaria?

Una buona educazione finanziaria è ciò che ci permette di interrogarci su bisogni reali e semplici desideri per metterli consapevolmente in relazione con le risorse disponibili. È dunque un tema che condiziona in maniera importante la qualità della vita di ogni persona e deve essere affrontato nelle prime fasi della crescita intellettuale di ogni essere umano, perché ciascuno sia realmente attrezzato per affrontare il futuro.

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