ETF o fondi comuni: cosa scegliere?

Pubblicato da il 31/08/2017 in risparmio -

Qual è la differenza tra ETF (Exchange Traded Funds) e i fondi comuni di investimento? Quale dei due è più vantaggioso, o meglio, più d’appeal per un investitore? Vediamo nel dettaglio che cosa sono e quali sono le maggiori differenze.

ETF: di cosa si tratta

Gli Exchange Traded Funds sono particolari fondi d’investimento o Sicav a gestione passiva. A differenza dei fondi comuni di investimento, acquistare una quota di un ETF comporta la compra-vendita direttamente in borsa, durante l’arco della giornata. In questo modo, con gli ETF è infatti possibile diversificare gli investimenti e, di conseguenza, diminuire i rischi da parte degli investitori e dei risparmiatori. Inoltre, non dovendo pagare alcuna commissione di “entrata”, “uscita” o “performance” (salvo quelle applicate dalla Banca stessa), è assolutamente possibile ridurre i costi di gestione.

Tra i maggiori vantaggi degli ETF: trasparenza, maggiore liquidità, versatilità, efficienza, nessuna esposizione a rischi di insolvenza e buona precisione.

Per quanto invece riguarda la tassazione: agli ETF viene applicata un’aliquota pari al 26%, sui redditi da capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria; fatta eccezione per gli ETF che investono in titoli pubblici italiani (obbligazioni e altri titoli di cui all’art. 31 DPR 601/1973) ed equiparati e derivanti da titoli pubblici di Stati esteri appartenenti alla cosiddetta White List. Ad essi continua ad applicarsi l’aliquota del 12,5%.

I Fondi Comuni di Investimento

Tali fondi si distinguono per la tipologia di partecipazione da parte degli investitori, infatti, nei fondi a distribuzione vengono pagate delle cedole, qualora vi siano plusvalenze. Alti sono i fondi ad accumulazione dei proventi. In questo caso il sottoscrittore può realizzare guadagni soltanto al momento della cessione delle proprie quote. I fondi possono anche essere “chiusi” se il rimborso delle quote avviene con scadenza regolare e il loro numero non cambia nel tempo; oppure “aperti “, se sono caratterizzati da una maggiore flessibilità. In questo caso il patrimonio può variare dato che le sottoscrizioni sono aperte ogni giorno.

I fondi comuni di investimento vengono definiti istituti intermediari che si propongono di investire i soldi raccolti dai risparmiatori. Come fine, i fondi di investimento comuni si occupano di reinvestire i risparmi in asset, in modo da creare del nuovo valore.

Quali differenze, cosa scegliere?

Per comprare un ETF è necessario investire in un gruppo di titoli che compongono un indice e, anche se passivamente, tale impostazione fa sì che venga attuata e messa in atto una strategia precisa, ovvero quando il prezzo di alcuni titoli di un determinato mercato salgono più della media degli altri titoli, anche il peso di questi aumenta nell’indice e quindi anche l’ETF che lo compone. per tale motivo, l’ETF si comporta in maniera contraria rispetto a quanto dovrebbe fare un investitore accorto che compra i titoli i cui prezzi sono saliti e vende quelli i cui prezzi sono scesi.

Con un fondo comune, invece, e con una gestione di qualità, sono i gestori a scegliere i titoli su cui trovano maggior valore, indipendentemente dalla capitalizzazione, e a gestire l’esposizione dinamicamente, prendendo profitto quindi quando un titolo sale e accumulando sulle debolezze.

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