Famiglie italiane: diminuisce la propensione al risparmio

Pubblicato da il 17/01/2012 in risparmio -

Uno dei problemi che la crisi ci sta lasciando in eredità è la progressiva diminuzione dei risparmi delle famiglie. Il nostro Paese è sempre stato uno dei migliori a livello europeo su quella che viene definita la “propensione al risparmio”, ossia la capacità di mettere da parte una porzione di reddito, diminuendo quindi gli acquisti, al fine di avere delle somme a disposizione per le necessità future. Oggi invece la situazione è cambiata: secondo un’analisi Nomisma, Francia e Germania ci hanno superato sotto questo aspetto.

A livello numerico, nel 2010, il tasso di risparmio delle famiglie italiane è sceso al 12%, contro il 15,5% francese e il 17% dei tedeschi. Da cosa dipende questa variazione? In prima analisi i problemi sono riassumibili nelle seguenti affermazioni:

  • i salari nazionali sono nettamente inferiori rispetto a quelli degli altri due Paesi;
  • la diminuzione del potere d’acquisto nel nostro Paese ha imposto il ricorso ai risparmi;
  • la difficoltà dei giovani ad entrare nel mondo del lavoro ha portato i genitori a mantenere i propri figli anche in età adulta.

Questi fattori hanno cambiato l’idea consolidata nel tempo dell’italiano, considerato come un risparmiatore poco propenso però all’utilizzo di strumenti di risparmio.

Se nel 2010 il dato è stato rivisto al ribasso, nel terzo trimestre dello scorso anno, secondo dati ISTAT, l’indice è diminuito all’11,6%.

La causa del decremento va ricercata in elementi strutturali che stanno rallentando la crescita nazionale:

  • la spesa per i consumi finali è cresciuta del 2,8% rispetto all’anno precedente;
  • al netto dell’inflazione, il potere d’acquisto è sceso dello 0,3%;
  • il livello degli investimenti si attesta al 10%, invariato rispetto ai 12 mesi precedenti.

Elemento favorevole è la crescita dei salari, che sono saliti del 2,7% in un anno, anche se dagli ultimi dati l’inflazione si è attestata al 2,8%. In sintesi, l’aumento generalizzato dei prezzi, ossia l’inflazione, è superiore rispetto all’incremento degli stipendi. Ciò si traduce in due possibilità di azione per le famiglie: cambiare le abitudini di consumo, ponendo più attenzione al risparmio, oppure mantenere lo stesso stile di vita, valutando però l’idea di ricorrere alle somme messe da parte negli anni.

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