Gli effetti sul risparmio della legge di stabilità

Pubblicato da il 16/10/2012 in risparmio - 1 Commento

Nei giorni scorsi, il Consiglio dei Ministri ha varato un disegno di legge di stabilità, in cui ha introdotto anche interventi che interessano il risparmio delle famiglie, tra i quali:

  • Riduzione delle aliquote IRPEF per le fasce di reddito più basse. Dal 1° gennaio 2013 l’aliquota applicata ai redditi fino a 15.000 euro passerà dal 23 al 22% e dal 27% al 26% per quelli compresi tra 15.000 e 28.000 euro.
  • Nuove franchigie e tetti massimi per deduzioni e detrazioni. Per redditi superiori a 15.000 euro sono state introdotte nuove franchigie di 250 euro e massimali di 3.000 su molte deduzioni e detrazioni IRPEF, tra cui: gli interessi sui mutui per l’abitazione principale, le assicurazioni sulla vita e contro gli infortuni, le spese sanitarie (che però non prevedono un tetto massimo), quelle funebri, quelle per gli addetti all’assistenza personale, le spese veterinarie e quelle per la frequenza di asili nido.
  • Aumento dell’IVA. Dal 1° luglio 2013, l’imposta ordinaria sul valore aggiunto salirà dal 21% al 22%, mentre quella ridotta passerà dal 10% all’11%.

In alcuni casi, il vantaggio per i contribuenti derivante dalla riduzione dell’IRPEF rischia un effetto erosione dovuto alla crescita dell’IVA.

Una famiglia media con un reddito intorno ai 15 mila euro, ad esempio, potrebbe risparmiare circa 149 euro l’anno sulle detrazioni IRPEF ma, a causa dell’inflazione generata dall’aumento dell’IVA, il beneficio si riduce a 99 euro.

I vantaggi maggiori dovrebbero essere riscontrati dalle fasce medie di reddito: la famiglia di un impiegato il cui reddito annuo sia intorno ai 23.000 euro, con un solo figlio a carico e moglie lavoratrice, si ritrova 230 euro in più all’anno sul conto corrente grazie alla riduzione dell’IRPEF (162 euro considerando l’effetto IVA). Se però i figli a carico sono più d’uno e le spese aumentano, il massimale di 3.000 euro riduce i benefici di circa la metà e l’aumento dell’IVA li annulla o quasi.

I nuclei familiari con un reddito superiore a 55.000 euro all’anno, invece, nel 2013 potrebbero dover sborsare qualche decina d’euro in più.

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