Il credito riparte dagli strumenti di risparmio

Pubblicato da il 29/02/2016 in risparmio -

Va da se che, per far ripartire l’economia del nostro Paese occorrano degli incentivi economici che stimolino da un lato i consumatori a spendere, e, dall’altro, gli istituti di credito a concedere credito a questi ultimi. Ad esempio, la manovra del Governo con la Legge di Stabilità 2016, prevede la riduzione della pressione fiscale, specialmente sugli immobili favorendo il mercato della compravendita immobiliare grazie alle quotazioni ridotte e ai bassissimi costi dei mutui, elemento che ne ha determinato un incremento delle richieste.

L’ultimo rapporto dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana, sottolinea infatti come a dicembre 2015 il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione positiva pari a +0,5% nei confronti di dicembre 2014 e di gran lunga migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del +97,4% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. All’incremento delle concessioni di credito deve necessariamente corrispondere un incremento delle entrate derivanti dalla così detta “raccolta”. Mai come in questi ultimi mesi è infatti fondamentale per gli istituti di credito monitorare attentamente il rapporto tra entrate e impieghi, al fine di evitare situazioni di crisi dovute alla scarsità di liquidità.

L’aumento della concessione di mutui e prestiti erogati dalle banche è stato possibile anche grazie ad un incremento dei capitali raccolti attraverso il mercato che avviene tramite strumenti di risparmio e investimento proposti dagli istituti di credito, come obbligazioni e conti deposito. Soprattutto quest’ultimo strumento ha visto negli ultimi mesi una diffusione più ampia grazie alla sicurezza che offre e ai rendimenti che si rivelano superiori rispetto ad altre soluzioni quali i libretti di risparmio o i Titoli di Stato. La disponibilità di liquidità è fondamentale per le banche in quanto, in sua assenza, sono impossibilitate a erogare prestiti, impedendo di fatto lo sviluppo economico del sistema. Al contempo, la detenzione di liquidità costituisce un costo per gli istituti di credito (a seguito della politica economica sui tassi adottata dalla BCE), ragion per cui essi sono incentivati ad impiegarla erogando appunto prestiti.

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