Il risparmio tra Etf, fondi, bond e inflazione

Pubblicato da il 20/04/2015 in risparmio -

In periodo di Quantitative Easing e di bassi tassi di interesse, il tema del rendimento è molto sentito dai risparmiatori che cercano lo strumento di risparmio più adatto alle proprie esigenze.

A seguire si riportano alcuni avvenimenti dell’ultima settimana o gli elementi che concorrono a definire lo scenario in cui si muove attualmente il risparmiatore, considerando che ogni scelta di investimento va valutata alla luce delle proprie esigenze e dei diversi livelli di rischio, magari supportati da un consulente di fiducia.

  • I fondi comuni hanno riscosso un notevole successo nel 2014 e in questi primi mesi del 2015; ora sono accessibili anche in Borsa: dal 16 aprile scorso, infatti, i primi fondi italiani sono acquistabili a Piazza Affari.
  • Sono passati 15 anni da quando gli Etf, cioè i fondi a gestione passiva che vengono negoziati in Borsa come avviene per le azioni, sono sbarcati per la prima volta sul mercato europeo (aprile 2002) e festeggiano questo traguardo raggiungendo notevoli quote di patrimonio: dai 37 miliardi di fine 2014 sono passati ai quasi 44 miliardi di euro di fine marzo 2015, aumentando del 40% rispetto all’anno precedente).
  • Sul mercato circola un gran ammontare di Titoli di Stato che hanno rendimento vicino allo zero e l’inflazione ancora non è decollata: in questo scenario, per quanto non offra più l’elevata remunerazione di un tempo, il conto deposito può continuare a rappresentare un’alternativa per chi non vuol far spostare troppo verso l’alto il proprio profilo di rischio e desidera mantenere un orizzonte temporale di investimento più contenuto.
  • A fronte di Bond con rendimenti minimi, tornano a salire quelli dei Titoli di Stato dei paesi dell’Europa meridionale (i Btp italiani hanno anche oltrepassato l’1,40%) per effetto delle incertezze legate alla situazione Greca.
  • Il nuovo Btp Italia ha raccolto 9,38 miliardi di euro ( a ottobre furono 7,5) e rappresenta una scommessa sulla ripresa dell’inflazione, in quanto sarà competitivo solo se questa supererà lo 0,58%.

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