In aumento la percentuale di risparmiatori

Pubblicato da il 02/11/2016 in risparmio -

Secondo il rapporto a cura di Acri e Ipsos, presentato presentato in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio, il 40% degli intervistati afferma di essere riuscito a risparmiare negli ultimi dodici mesi superando notevolmente la quota di chi, in maniera opposta, consuma tutto il proprio reddito (11%). Seppure la volontà degli italiani di risparmiare è ancora molto forte, è in calo la percentuale che non si ritiene tranquillo senza risparmiare (dal 46% del 2014 al 37% di oggi). Coloro i quali scelgono di risparmiare, sono prevalentemente preoccupati dalla crisi che sta minando la solidità del nostro Stato: ben l’86% degli intervistati ritiene che questa situazione permarrà anche nei prossimi anni. Le principali preoccupazioni sono legate alla preoccupazione di perdere il lavoro, motivo per cui è difficile pianificare investimenti a lungo termine e si preferiscono investimenti sul breve termine.

Sono ben il 67% degli intervistati a manifestare l’esigenza di mantenere i propri risparmi liquidi, in parte per i timori evidenziati sopra, in parte per le recenti vicende che hanno caratterizzato il settore bancario. Scende dal 35% al 30% la percentuale di italiani che scelgono di investire in Titoli di Stato, ritenuti troppo poco redditizi rispetto ad altri strumenti come il conto deposito. Sebbene il 32% ritiene che non esista l’investimento ideale, quest’ultima tipologia di prodotti ha visto un sensibile incremento, così come il settore del risparmio gestito. Ciò è sintomo della ricerca di investimenti a basso rischio che offrano forti garanzie di mantenimento del capitale e che non necessitino di particolari conoscenze dei mercati finanziari (richieste invece per strumenti più complessi come azioni e obbligazioni. Generalmente i risparmiatori risultano più circospetti e il processo di scelta di un prodotto di risparmio è molto più lungo: se fino a qualche anno fa ci si recava personalmente in una filiale di un qualche Istituto di Credito e si lasciava campo libero al promotore, oggigiorno i clienti, grazie alle innumerevoli informazioni presenti in rete, selezionano personalmente il prodotto di loro gradimento e lo attivano spesso in autonomia (basti pensare al notevole successo dei conti correnti e deposito online).

Dal rapporto emerge come il risparmiatore tipico ha un’età compresa tra i 40 e i 55 anni: tali soggetti tendenzialmente risparmiano per poter aiutare i figli. Non è un mistero infatti che la disoccupazione giovanile sia molto diffusa e che difficilmente sia possibile “uscire di casa” prima dei 34 anni. Come ovviare a questa situazione? Un piccolo ma importante passo è quello di educare, fin dalla tenera età, a destinare parte delle proprie entrate al risparmio utilizzando dei prodotti a costo zero, flessibili e che permettano innanzitutto di tutelare il capitale.

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