Investire in azioni, quando conviene?

Pubblicato da il 08/03/2017 in risparmio -

Tutti i testi che si occupano di finanza e investimenti sono soliti comparare strumenti di risparmio/investimento di natura diversa, per far emergere le peculiarità dell’uno e dell’altro. Sono tutti concordi nell’affermare che la detenzione di un asset azionario bilanciato sia l’investimento che ripaga di più nel lungo periodo. Ma cosa si intende per lungo periodo? 1-5-10-20-50-100 anni? Per capirlo è utile dare uno sguardo alle serie storiche pubblicate da Robert Shiller sul sito Online Data, che rappresentano l’andamento della borsa USA (tramite l’indice Standard & Poors Composite) dale 1871 al 2016. Da tale analisi emerge come sia l’andamento nominale, sia l’andamento reale (cioè adeguato all’inflazione) risultino positivi se consideriamo tutto il periodo analizzato.

Per capire però qual è l’orizzonte temporale ottimale su cui investire, è necessario suddividere il periodo oggetto di analisi in sotto periodi di 1, 5, 10 e 20 anni.

  • 1 anno: prendendo a riferimento periodi di questa durata, 1 volta su 3 l’andamento dei titoli si è dimostrato negativo (33%), pertanto gli investitori hanno subito una perdita, anche se in media vi è stato un rendimento positivo pari al 8,1%.
  • 5 anni: 2 volte su 10 l’andamento è stato negativo (20%), con un rendimento positivo medio pari al 6,3%.
  • 10 anni: il rendimento medio è stato pari al 5,7% e l’andamento è stato negativo nel 14% dei casi.
  • 20 anni: il rendimento medio è stato pari al 5,0% e l’andamento è stato positivo nel 100% dei casi.

Ciò significa che se scelgo come orizzonte temporale 20 anni guadagnerò sicuramente? Assolutamente no. I dati si riferiscono ad un periodo storico passato, pertanto non possono prevedere ciò che avverrà in futuro, anche se evidenziano come un periodo così lungo offra un certo livello di sicurezza. Va considerato tuttavia che acquistare azioni comporta dei costi, non considerati nell’analisi, pertanto il rendimento effettivo diminuisce sensibilmente. Infine va sottolineato come l’analisi si basi su un indice comprensivo di innumerevoli titoli diversi: difficilmente un investitore ha un tale budget da costruirsi un asset come quello proposto. Concludendo, l’investimento attraverso questo strumento, pur dimostrandosi teoricamente il più redditizio, si rivela assai rischioso: i risparmiatori che cercano un prodotto più sicuro potrebbero utilizzare il conto deposito vincolato, che garantisce rendimenti vicini al 3%, a fronte di un orizzonte temporale di 5 anni, pertanto 1/4 rispetto a quello necessario per investire in azioni con una relativa sicurezza.

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