Investire oggi. Dai Bot ai Pir, come sono cambiate le abitudini d’investimento e di risparmio.

Pubblicato da il 05/10/2017 in generale, risparmio -

Si tratta di un dato recente, quello che vede gli italia relativamente investitori all’interno dello scenario europeo e, oltre a ciò, si rileva anche un cambio di abitudini in chi sceglie di destinare del denaro o parte di capitali in investimenti. Come sono cambiate quindi le abitudini di investimento degli italiani? Vediamolo in un approfondimento.

“In principio erano” i Bot, ora invece pare che abbiano preso maggiormente piede i Pir. Tutti si ricordano dei Bot, come più o meno chiunque ha memoria del tracollo che hanno visto negli anni passati e, negli ultimi tempi, a far tornare un po’ di fiducia nel mondo, non tanto del trading, ma degli investimenti privati sono i cosiddetti Pir (Piani individuali di risparmio). Lo strumento di risparmio fornito da questi Pir ha fatto la sua comparsa nel mondo della finanza piuttosto recentemente e l’obiettivo di raccolta pare essere intorno ai 10 miliardi di euro.

Ma perché i Pir, ultimamente, piacciono così tanto agli investitori ed alle famiglie italiane? Per tre motivi principali: 

  1. sembrano essere ragionevolmente sicuri, componente che non guasta mai quando si vuole fare un investimento e non si ha molto capitale o conoscenza delle dinamiche finanziarie;
  2. sono decisamente patriottici, poiché chiunque provi a piazzarli sottolinea il fatto che la raccolta è destinata ad aiutare le PMI locali e nostrane;
  3. danno un buon rendimento

Ovvio che i Pir, per quanto possano essere – come descritto in precedenza – ragionevolmente sicuri, non saranno mai a totalmente rischio esente garantendo un elevato rendimento, ovvero quello che quasi ogni italiano cerca quando decide di investire del denaro. Vero però è che riescono ad incarnare, nella finanza moderna, un prodotto piuttosto semplice da comprendere ed anche da gestire, rendendoli quindi appetibili nel mercato finanziario di oggi.

Ad ogni modo, oltre alle modalità di investimento, cambiano anche le modalità di risparmio degli stessi italiani che – nonostante non perdano mai la loro fisionomia di formichine – risparmiano molto meno di un tempo. Per quali ragioni?

  1. salari più bassi rispetto agli ultimi 10 anni;
  2. occupazione più saltuaria;
  3. un maggiore orientamento al consumismo e quindi una numerica più alta di spese in uscita piuttosto che in entrata.

Rimangono però piuttosto invariate le motivazioni che portano gli italiani a mettere da parte, o meglio, investire denaro: il futuro dei figli, la vecchiaia e – ovviamente – la casa. Tra le modalità di investimento più utilizzate, oltre ai Pir, rimangono comunque gli strumenti liquidi e il risparmio gestito, abbandonando invece in forte misura l’investimento orientato alle obbligazioni bancarie. Tanti sono infatti gli italiani che si rivolto ad un conto deposito o a un conto corrente che dia rendimento, in modo da poter gestire in libertà ed in autonomia le somme di denaro e “scommettere” su qualche cosa di più solido e sicuro.

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