Investire in Treasuries conviene?

Pubblicato da il 04/08/2016 in risparmio -
treasuries

I Treasuries sono i Titoli di Stato emessi dal Tesoro USA e hanno un funzionamento analogo ai nostri Bot e Btp. Per comprare questi titoli in autonomia, ossia senza acquistare una quota di un fondo comune o affidarsi ad una società di gestione del risparmio, è necessario possedere un conto titoli, che offra la possibilità di acquistare titoli in valuta diversa dall’euro: i Treasuries infatti sono acquistabili esclusivamente in dollari. Il loro valore dipende quindi non soltanto dal rendimento offerto (come i Titoli di Stato dei Paesi europei), ma anche dall’andamento del tasso di cambio euro/dollaro, ragion per cui la loro gestione deve essere più oculata, in quanto vendendo o acquistando al momento giusto si possono realizzare dei buoni guadagni sfruttando appunto il tasso di cambio.

I rendimenti dei Treasuries decennali sono al momento compresi tra l’1,3% e l’1,5%, quindi di poco superiori ai Bot decennali emessi dallo stato italiano. Chi sceglie di investire in questo strumento, lo fa quindi con l’obiettivo di speculare sul cambio euro/dollaro: nel caso in cui il valore del dollaro si rafforzasse rispetto all’euro, l’investitore realizzerebbe un guadagno, viceversa, una perdita. La FED (banca centrate statunitense) ha annunciato un probabile aumento dei tassi di interesse a settembre, motivo per il quale, assieme ad un recente rafforzamento del dollaro, sta spingendo gli investitori ad acquistare questi titoli (il dollaro tuttavia si è indebolito rispetto all’inizio dell’anno). L’acquisto di tali Titoli non è quindi adatto ad un risparmiatore “passivo”, che acquista e aspetta la scadenza: in tal caso il guadagno derivante dalle sole cedole non è per nulla appetibile. Occorrerà quindi un monitoraggio costante del mercato e buone doti di analisi per cogliere i momenti propizi per investire e disinvestire.

Una ulteriore nota “dolente” relativa all’investimento in Treasuries è data dai costi di transazione: il conto titoli, necessario per acquistarli, comporta solitamente dei costi di gestione fissi e delle commissioni variabili addebitate ad ogni operazione di compravendita; inoltre, trattandosi di operazioni che effettuate in valuta straniera, la banca è solita applicare una commissione sul tasso di cambio. Infine, le somme investite sul conto titoli sono soggette all’imposta di bollo statale pari allo 0,20%. Banalmente, i rendimenti potrebbero rischiare di non coprire nemmeno i costi. Pertanto, appaiono molto più redditizi, facili da gestire e sicuri altri prodotti, come ad esempio il conto deposito. In questo caso il risparmiatore può effettivamente “dimenticarsi” delle somme depositate, lasciandole a maturare senza doversi preoccupare di costi, valuta, andamento del mercato e quant’altro. Quest’ultimo strumento si rivela quindi idoneo per risparmiatori “passivi”, mentre i Treasuries sono più idonei per investitori speculativi.

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