Le marche commerciali per risparmiare al supermercato

Pubblicato da il 21/01/2012 in risparmio - 5 Commenti

Le marche commerciali, o private label, sono quei prodotti che vengono venduti con lo stesso marchio del supermercato nel quale vengono esposti. Il loro successo si sta ampliando sempre più, in considerazione del fatto che la loro qualità è diventata simile a quella dei marchi noti.

Il miglioramento della bontà dei prodotti sta spingendo i produttori a non basare più la loro strategia esclusivamente sul prezzo, ma anche sulle caratteristiche generali del bene. Questo significa che se una volta comprare un pacco di pasta della Coop o Esselunga garantiva un risparmio evidente nei confronti dello stesso prodotto della Barilla, oggi questa non è l’unica variabile che permette di differenziare i due acquisti. La qualità della pasta è stata migliorata al fine di mettere le due marche in diretta concorrenza anche sotto il punto di vista della qualità.

Ma perché questa evoluzione verso il perfezionamento del prodotto, piuttosto che continuare a mantenere il prezzo più basso? Le risposte sono due, una aziendale ed una di marketing.

Dal punto di vista dell’azienda, le marche commerciali stanno vivendo un periodo di forte crescita nei consumi in tutta Europa. Secondo i dati Nielsen, nota società di analisi statistica, la quota di mercato continentale è pari al 35% delle vendite, con picchi che raggiungono il 50% per alcuni settori. Ciò significa che, tornando all’esempio della pasta, su dieci pacchi acquistati più di tre sono commerciali, mentre i restanti sono imprese note.

Secondo la visione di marketing invece, è opinione condivisa dagli studiosi che un prodotto venduto al minor prezzo spesso viene considerato dagli acquirenti come di scarsa qualità. Probabilmente questo è dovuto dal fatto che in passato, per ridurre il costo finale si è fatto uso di espedienti che, pur non riguardando il prodotto in se, ne riducevano la percezione soprattutto estetica. Si pensi ad un bene venduto con un pacchetto esteticamente non paragonabile agli altri: l’impressione è quella che la scarsa cura della confezione sia sinonimo di una merce non all’altezza.

Oggi però le imprese commerciali, forti del consenso che hanno ottenuto, si sono evolute seguendo una logica sempre più orientata al consumatore, portando ad una diversificazione dell’offerta, ossia proponendo diversi prodotti a prezzi differenti per soddisfare le varie necessità dell’acquirente. E cosi oggi è possibile trovare tra gli scaffali, tornando all’esempio di prima, non solo la pasta semplice, ma anche quella all’uovo, integrale o le specialità regionali.

Questa evoluzione dei consumi è stata anche recentemente messa in luce da uno studio dell’Università Bocconi, il quale ha evidenziato come i prodotti di aziende note e commerciali godono della stessa fedeltà comportamentale. Ciò vuol dire che, una volta provate e reputate all’altezza delle proprie aspettative, le marche meno note vengono comunque acquistate continuamente. Tale tesi porta ad una conclusione molto interessante per le imprese che producono beni commerciali: i loro prodotti godono della stessa fiducia da parte dei consumatori, potendo competere allo stesso livello delle aziende note.

La conseguenza è chiara per gli acquirenti: i marchi commerciali hanno un forte impatto sulle scelte di consumo delle persone, perchè riescono ad offrire varie tipologie di prodotto a prezzi differenti, spesso inferiori rispetto alla marche note. Il risparmio è sicuro, anche per chi non rinuncia alla qualità.

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5 Commenti a "Le marche commerciali per risparmiare al supermercato"

  1. Sante 22/01/2012 at 18:01 ·

    Concordo pienamente con il contenuto dell’articolo, infatti sulla rivista Altroconsumo
    è stato pubblicato un’ articolo che esamina 23 marche di spaghetti senza tralasciare quelli proposti dalle catene di supermercati e dagli hard discount.
    Tra le 11 marche che la rivista promuove con un giudizio buono, oltre a quelle note (Voiello, Buitoni, De Cecco ecc..) vi sono anche: Coop, Dico, Auchan.
    Ciò significa che, se il prodotto merita, viene acquistato indipendentemente dal nome del produttore, soprattutto in una fase di ristrettezza economica qual’è quella attuale.

  2. Giacomo 13/04/2012 at 20:11 ·

    Ciao a tutti, sapete consigliarmi qualche libro che tratti l’argomento dei private label?

  3. Redazione 14/04/2012 at 12:35 ·

    Ciao Giacomo,
    ti consigliamo “Retail & Channel Marketing” di Sandro Castaldo, professore ordinario dell’Università Bocconi. All’interno del libro, che tratta gli argomenti del trade marketing e della gestione del canale commerciale, c’è un ottimo e completo capitolo sulle privat label.

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