L’efficienza energetica degli edifici italiani: come ridurre gli sprechi e risparmiare

Pubblicato da il 05/04/2012 in risparmio - 3 Commenti

A quattro anni dall’approvazione, da parte del Parlamento Europeo, del cosiddetto “pacchetto clima-energia 20-20-20” (l’insieme di provvedimenti operativi con cui l’UE si impegna nella lotta ai cambiamenti climatici), lo stato dell’arte degli edifici italiani in termini di risparmio energetico è assai poco incoraggiante: il 75% degli immobili, infatti, è stato costruito prima delle nuove leggi sull’efficienza energetica e presenta notevoli problemi di isolamento termico.

Dal primo gennaio 2012 riportare l’indice di prestazione energetica è obbligatorio per tutte le compravendite immobiliari e l’efficienza energetica è ormai considerarta uno dei parametri fondamentali nelle valutazioni d’acquisto: le case che garantiscono un livello più alto di rendimento energetico avranno un costo maggiore per gli interessati e, per le case nuove, il valore in termini di efficienza energetica certificato dall’ACE (Attestato di Certificazione Energetica) si ripercuote sul valore dell’investimento.

Sebbene intervenire per migliorare l’isolamento termico di un edificio comporti un investimento iniziale ingente, il risparmio in bolletta derivante dal miglior rendimento della struttura permette di ammortizzare la spesa in pochi anni.

Azioni di riqualificazione energetica come la realizzazione di un “cappotto” termico (ossia la costruzione di un rivestimento isolante sulla parte esterna dell’edificio), possono abbattere il fabbisogno energetico di un edificio anche del 40% ma, per ottenere un reale risparmio, è necessaria una corretta diagnosi delle condizioni dell’immobile e dei relativi interventi da porre in essere.

 

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