Risparmio e rendimento: investire nelle PMI?

Pubblicato da il 07/08/2014 in risparmio -

Nelle cronache finanziarie spuntano sempre più spesso i nomi di aziende sconosciute al grande pubblico che debuttano in Borsa: sono le aziende che si quotano sul listino AIM, dedicato alle piccole imprese. Il 22 luglio 2014, l’AIM ha doppiato quota 50, con la quotazione del Blue Note, storico jazz club di Milano, capace di organizzare 300 concerti l’anno, e il 29 è arrivato a 51 con la matricola MailUp (servizi di e-mail marketing).

Accanto alla musica e al web, sul listino AIM si trovano imprese che operano nei servizi ambientali, nel cinema, nel franchising, nella comunicazione, nella finanza: si tratta spesso di aziende di nicchia, di dimensioni molto contenute (la metà ha un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro e un terzo meno di 5) ma con tassi di crescita superiori al 20% l’anno. Si tratta, però, di azioni riservate per lo più ai cosiddetti investitori istituzionali, cioè banche e fondi d’investimento, mentre i risparmiatori privati, che di solito privilegiano la sicurezza e la ricerca di un rendimento ragionevole, è bene si avvicinino con estrema prudenza.

La caratteristica principale del mercato AIM, infatti, è quella di essere ancora piccolo e poco “liquido”, cioè di alimentare pochissimi scambi, che nel 2014 in media non riescono a raggiungere i 50 mila euro giornalieri. Questo comporta una rischiosità elevata, perché bastano pochi scambi a far variare sensibilmente, in positivo o in negativo, il prezzo di un titolo. Se si è interessati a investire sulle piccole medie imprese, un’alternativa su cui si potrebbe indirizzare il proprio risparmio sono i fondi specializzati su questa tipologia di aziende, che garantiscono una diversificazione tale da compensare brusche oscillazioni dei prezzi azionari.

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