Il rapporto tra i giovani e le banche

Pubblicato da il 10/10/2016 in risparmio -
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La crisi che ha colpito alcune banche italiane nel recente passato ha puntato i riflettori sui modelli di business adottati dalla banche. E’ emerso che spesso i prestiti sono stati concessi con troppa leggerezza, basandosi su valutazioni soggettive e non su criteri oggettivi, a discapito di soggetti più meritevoli. E’ noto infatti che è più facile ottenere un prestito per coloro i quali dispongono già di una solida base (bastai pensare al mutuo) rispetto a quanti non dispongono di capitale, ad esempio i giovani. In questo articolo ci concentriamo proprio su quest’ultima categoria, cercando di capire qual’è il loro rapporto con le banche, sia in qualità di creditori che di debitori.

La concessione di prestiti, e la raccolta attraverso soluzioni di risparmio, sono concentrate prevalentemente su una fascia di popolazione “over 40”, generalmente più abbiente rispetto ai giovani. Le banche solitamente preferiscono concedere credito a questi soggetti e creare prodotti di raccolta ad hoc per questa categoria: scarseggiano i prodotti di risparmio a zero spese, dedicati ai giovani. Ciò di cui bisogna essere consapevoli è che i giovani di oggi, saranno gli adulti del domani, pertanto escludere questa fetta di mercato dal proprio modello di business equivale a rischiare di essere spazzato via in un prossimo futuro, indipendentemente dalle proprie dimensioni.

Una ricerca di Viacom svolta negli USA ha rivelato che il 75% dei millennials (persone nate dal 2000 in poi) intervistati, preferirebbe affidare i propri risparmi a Google o Paypal piuttosto che alle banche tradizionali. Sebbene la situazione in Europa sia assolutamente meno drastica, è evidente come le attuali banche dovranno, in un futuro prossimo, “scontrarsi” con realtà che ad oggi non vengono minimamente considerate come competitor, nonostante metodi alternativi di risparmio si stiano rapidamente diffondendo (le App mobile su tutti). Più le distanze tra banche tradizionali e giovani aumentano, maggiore è il rischio per le prime di trovarsi senza clienti in futuro sia all’atto della raccolta del risparmio, sia quando vorranno impiegare la loro liquidità. Come impedire quindi che tale situazione si verifichi? La risposta è digitalizzazione: già molti istituti di credito stanno aumentando i servizi fruibili online e tramite App, diminuendo la presenza fisica sul territorio e quindi i costi applicati ai prodotti. La possibilità di attivare prodotti come il conto corrente o il conto deposito senza dover recarsi in filiale e senza dover spedire documentazione cartacea è uno degli esempi della direzione da intraprendere. I giovani infatti necessitano da un lato di soluzioni a basso costo, e dall’altra di flessibilità nella gestione dei propri risparmi.

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