Il rapporto tra giovani e risparmio

Pubblicato da il 11/04/2016 in risparmio -

La situazione dei giovani in Italia oggigiorno sta vivendo un momento poco roseo: la disoccupazione è un elemento pressante e lo stipendio medio percepito (800 euro per i giovani tra i 20 e 26 anni) è sensibilmente inferiore ad un tempo. Tenendo conto che la maggioranza dei giovani si iscrive all’università e non percepisce reddito fino a 24-25 anni, la propensione al risparmio non dovrebbe essere ragionevolmente tra le priorità dei giovani. Un’indagine ha recentemente dimostrato invece che il rapporto giovani e risparmio è molto buono: 7 giovani su 10 si pongono degli obiettivi di risparmio e ritengono fondamentale tutelare il proprio futuro. Il tema pensionistico è molto sentito, così come quello dell’acquisto della prima casa, sintomo che l’educazione finanziaria, sia essa erogata dalla famiglia, dai media, dagli operatori del settore o dal mondo dell’istruzione, sta fornendo i primi frutti. E’ stato stimato che il 30% dei giovani accantona una parte del proprio reddito annuale, sia esso derivante da attività lavorativa che da donazione (la classica paghetta). Altri obiettivi di risparmio più generici sono costituiti dal creare un piccolo fondo dal quale attingere in caso di difficoltà, per far fronte a spese improvvise o per soddisfare bisogni legati al consumo.

Come si approcciano i giovani alle soluzioni di risparmio? Più della metà si rivolge alla famiglia per ottenere consigli in merito ai prodotti da scegliere e quasi nella totalità dei casi la scelta ricade su istituti dei quali sono clienti i famigliari e su prodotti da loro posseduti. La restante metà si informa attraverso altri canali, in particolar modo attraverso quello pubblicitario e confronta le varie soluzioni attraverso il web. I genitori sono percepiti come agenti fidati e dotati di esperienza, tuttavia non necessariamente riescono a consigliare al meglio il giovane: spesso infatti le esigenze sono diverse in base all’età, i prodotti risultano più o meno convenienti in base al capitale a disposizione e le soluzioni utilizzate 30 anni fa non sono le stesse di adesso. Quali sono quindi le esigenze dei giovani? Il ritorno economico immediato: la gran parte è restia ad attivare soluzioni a lungo termine che vincolino il capitale e predilige soluzioni a breve termine o comunque con capitale sempre disponibile e non gravate da costi.

I prodotti per i giovani

Gli operatori del mercato finanziario, consci di tali necessità, hanno creato soluzioni studiate appositamente per i giovani: sempre più spesso i conti corrente base non sono gravati da spese e al contempo offrono tutti i servizi necessari, escludendo opzioni quali il conto titoli, gli assegni e la carta di credito che vengono utilizzati poco dai giovani. Inoltre sono stati creati conti deposito a zero spese con scadenze molto varie (1 mese – 5 anni) oppure in cui il capitale è sempre disponibile, basta richiederlo in anticipo. Riscuotono discreto successo anche i piani di accumulo con capitale disponibile nel breve termine, mentre sono ancora poche le adesioni alle forme di pensione integrativa (PIP) sebbene offrano buoni rendimenti e importanti agevolazioni fiscali. La propensione al lungo termine è infatti molto frenata dall’incertezza che caratterizza il contesto lavorativo in questo momento. Il tema giovani e risparmio è quindi sicuramente un campo dove gli istituti di credito possono sviluppare nuove soluzioni e ampliare il loro business.

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