Ridurre i costi e i tempi d’attesa negli aeroporti

Pubblicato da il 11/01/2012 in risparmio -

Qualche giorno fa abbiamo parlato del comportamento degli acquirenti nei negozi aeroportuali, dando come spiegazione della forte affluenza la necessità di passare il tempo per i viaggiatori, costretti talvolta ad un’estenuante attesa all’interno del gate d’imbarco. È evidente che non sempre i viaggiatori sono propensi aspettare tutte quelle ore. Spesso infatti, oltre ai viaggi di piacere, nello stesso aereo salgono dei lavoratori, soggetti al vincolo del tempo.

Snellire l’intero processo di imbarco è una delle richieste più apprezzate dai viaggiatori, ed in alcuni aeroporti sta diventando realtà.

La tecnologia del Check-in

Attualmente i metodi di imbarco sono essenzialmente tre, che si aggiungono a quello tradizionale svolto in aeroporto:

  • Web check-in: è il sistema attualmente più in uso. Permette di confermare il volo e scegliere il posto attraverso l’utilizzo di Internet su computer e telefonini;
  • Mobile check-in: digitando un codice del cellulare, si riceve un codice grafico che viene utilizzato come carta d’imbarco;
  • Self drop off: è la soluzione aeroportuale che consente di utilizzare un dispositivo automatico per registrare il codice d’imbarco e stampare la targhetta da applicare al bagaglio.

Questi tre metodi hanno però un evidente limite tecnico: consentono solo parzialmente la riduzione delle code ed i tempi di attesa. I vincoli legali e le norme in materia di antiterrorismo impongono infatti una rigorosa attenzione nei controlli personali, ma in alcuni aeroporti si è pensato di agire per altre vie. L’esempio più rilevante è quello australiano dove hanno creato una nuova tecnologia basata sulle radiofrequenze: la RfIc.

La Radio-Frequency Identity card è una tecnica basata appunto sulle radiofrequenze che consente di utilizzare una carta magnetica, in una delle postazioni dedicate all’interno dell’aeroporto, ed in pochi secondi vengono svolte tutte le procedure di imbarco, compresa la spedizione della valigia. Una volta registrato ed ottenuto l’ok dal sistema si viene “seguiti” attraverso le radiofrequenze e vengono segnalati eventuali errori nella destinazione dei bagagli o nel gate di imbarco.

La sperimentazione del sistema è partita dagli aeroporti australiani della Quantas, coinvolgendo gli scali di Las Vegas e Hong Kong: in tutti ha dato degli ottimi esiti, incentivando la compagnia a continuare con questa procedura.

Il risparmio negli aeroporti italiani

Per i viaggiatori frequenti negli Stati Uniti d’America ci si è spinti oltre, permettendo a queste persone di volare anche senza presentare i documenti di sbarco, attraverso l’utilizzo di una sola tessera chiamata Global Entry.

Come si sta evolvendo la situazione nel nostro Paese? I problemi sono di due tipologie: di natura tecnica e legislativa. Dal punto di vista tecnico i nostri aeroporti sono assolutamente all’avanguardia, permettendo tutte le tipologie di check-in elettronici citati in precedenza, ma manca l’elemento fondamentale per l’applicazione della nuova tecnologia, ossia la disponibilità di poter gestire in autonomia uno scalo. A differenza degli aeroporti australiani che sono tutti della Quantas, in Italia non ce ne sono di proprietà delle compagnie aeree (se non in alcuni casi eccezionali). Questo è un vincolo che non permette l’applicazione totale di tale strategia: infatti la strumentazione necessaria per attuare l’innovazione proposta dalla Quantas non comporta una spesa eccessiva e sicuramente non sarebbe un problema di natura finanziaria, poichè garantisce di poter ripagare l’investimento in un tempo relativamente breve. Significa cioè che il risparmio e il rendimento che le procedure garantirebbero, coprirebbe le spese generate dalla sua applicazione.

Ciò che limita realmente l’attuazione del nuovo sistema a radiofrequenze è la seconda tipologia di problemi, ossia i vincoli legislativi: in Italia, come in Europa, i sistemi a radiofrequenza (allo stesso modo il riconoscimento delle impronte e dell’iride) non sono ancora consentiti in sostituzione dei dati anagrafici. Ma considerando che la tecnologia si sta orientando verso questa tipologia di servizio, probabilmente molto presto ci saranno anche delle novità legislative.

Concludiamo con una riflessione: ridurre code e grattacapi per i visitatori, potrebbe andare a discapito della sicurezza dei voli e della correttezza delle procedure doganali?

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