Risparmi all’estero: il rischio di cambio

Pubblicato da il 25/04/2017 in risparmio -

L’acquisto di bond o altri titoli in valuta straniera è una prassi diffusa (basti pensare a quanti prodotti legati ai cd. “Paesi emergenti” vengono collocati ogni anno), così come l’apertura di linee di credito (mutui e finanziamenti) o l’attivazione di prodotti di risparmio (conti corrente e conti deposito) presso Istituti di Credito esteri, ricercando rendimenti superiori o tassi di interesse debitori inferiori per il credito. Quando si utilizzano tali strumenti, è importante considerare se l’acquisto viene effettuato in euro o in altra valuta (dollari, franchi svizzeri, ecc): nel primo caso non vi sarà alcun rischio di cambio, viceversa nel secondo caso. Ma cosa si intende per rischio di cambio?

Il rischio di cambio è costituito dalla possibilità che variazioni dei tassi di cambio tra due valute portino ad una perdita del potere d’acquisto della moneta detenuta: in parole semplici, al momento della dismissione dell’investimento, il valore della valuta estera potrebbe essere inferiore (ma anche superiore) al valore al momento dell’attivazione dell’investimento. Vediamo il caso pratico dell’acquisto di un bond statunitense del valore di 100 dollari: ipotizziamo che oggi il cambio euro/dollaro sia pari ad 1 (1 dollaro equivale ad 1 euro), pertanto il bond ci costerà 100 euro; tra un anno decidiamo di vendere il nostro bond ma il cambio è pari a 0,5 (1 dollaro equivale a 0,5 euro), pertanto ricaveremo 50 euro, subendo una perdita di 50 euro. Tale esempio è volutamente inverosimile, dato che, oscillazioni così consistenti solitamente non si verificano, inoltre non tiene in considerazione i profitti derivanti da eventuali cedole o dall’aumento di valore del bond; tuttavia è esplicativo del rischio che si corre investendo in valuta estera. Il rischio di cambio può giocare però anche a nostro favore, nel caso in cui l’euro si deprezzi rispetto alla valuta estera, consentendoci di realizzare un profitto dovuto al cambio.

Quando si investe in valuta straniera (nel caso specifico dei bond) occorre quindi prevedere quali potranno essere gli andamenti del mercato valutario, oltre agli andamenti del titolo che andiamo ad acquistare: un’operazione tutt’altro che semplice, soprattutto se considerata sul medio-lungo periodo. Stabilire la bontà di un investimento di questo tipo risulta quindi molto complesso in quanto entrano in gioco parametri diversi e non sempre collegati tra loro, ragion per cui, se si sceglie questa strada, è sempre preferibile rivolgersi ad un esperto.

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