Risparmi e mutuo

Pubblicato da il 20/06/2016 in risparmio -

Da una recente indagine emerge che nel 2015 circa il 45% delle compravendite immobiliari sono state assistite da mutuo, e la percentuale sale vertiginosamente quando ad acquistare sono soggetti con età inferiore ai 50 anni. Coloro i quali non ricorrono al mutuo spesso vengono aiutati da familiari/amici: anche se non formalizzato, si tratta comunque di un prestito che va restituito, proprio come se fosse un mutuo. Anche se in questo particolare momento storico le condizioni offerte dagli Istituti di Credito sui mutui sono particolarmente favorevoli, il ricorso al credito dovrebbe essere quanto più ridotto possibile e limitato solo all’effettiva necessità.

In questo articolo vogliamo fornirvi dei suggerimenti non tanto per risparmiare sul mutuo, ma quanto su come risparmiare per far si che l’importo finanziato risulti il più basso possibile.

  1. Programmazione: la decisione di acquistare casa deve essere ponderata con largo anticipo, solo così sarà possibile iniziare a costruire un risparmio che fungerà da base economica. Attraverso questa base sarà possibile avanzare una richiesta di mutuo e ridurne l’importo: diminuire l’importo finanziato equivale a diminuire il rischio di insolvenza, i costi connessi al prodotto e l’incidenza della rata sul budget familiare.
  2. Lungimiranza: esistono abitazioni di diverse grandezze e di diverso valore. Essere lungimiranti significa avere ben chiaro come sarà il nostro futuro (situazione lavorativa, figli, ecc) e scegliere l’abitazione più consona non solo alle esigenze presenti ma anche a quelle future. Così facendo si potrà evitare di dover cambiare casa dopo pochi anni, con un conseguente nuovo esborso di denaro o prolungamento del mutuo. Valutare bene la zona dove acquistare, le dimensioni della casa e i costi ad essa connessi (costi energetici, spese condominiali, imposte, ecc) sono punti focali da rispettare prima di muoversi sul mercato.
  3. Costi connessi al mutuo: sono in molti a soffermarsi unicamente sul tasso di interesse proposto dalle Banche, senza valutare quali sono i costi connessi al mutuo. E’ prassi comune richiedere alcune garanzie al creditore costituite prevalentemente da polizze assicurative atte a garantire al posto del debitore in caso di sua inadempienza per motivi di forza maggiore. Tipicamente tali coperture assicurative intervengono nei casi in cui il debitore dovesse perdere il lavoro, essere dichiarato invalido o nel caso peggiore, decedere. Tali polizze hanno costi spesso molto elevati e rappresentano una fonte di guadagno anche superiore a quella data dal tasso di debito. Una mossa intelligente è quella di chiedere un preventivo privatamente con largo anticipo rispetto alla data in cui si stipula il mutuo, sfruttando magari la più giovane età e la possibilità di bloccare il prezzo per molti anni.
  4. Utilizzare prodotti di risparmio: l’utilizzo di un prodotto di risparmio è consigliato per due differenti motivi. In primis in esso possono essere convogliate le somme destinate al mutuo, distinguendole da quelle destinate ad altre situazioni (divertimento, istruzione, auto, ecc), così da monitorarle periodicamente. In secondo luogo è possibile beneficiare di tassi di rendimento sulle somme versate che consentono al capitale di crescere progressivamente.

Quale strumento scegliere per risparmiare? Gli strumenti più consoni sono costituiti dai piani di risparmio e dal conto deposito. Si tratta di soluzioni che ci “educano” a risparmiare periodicamente e con costanza, preparandoci psicologicamente ad affrontare un mutuo che prevede un “prelievo forzoso” mensile. Ciò che accomuna queste due soluzioni è la possibilità di decidere la durata temporale, impostandone la scadenza nel momento in cui si deve acquistare casa. Gli elementi che li differenziano sono i costi e i rendimenti: se molto spesso i conti deposito sono gratuiti, i Pac invece possono presentare costi di gestione di vario genere (ad esempio trattenute sui versamenti); per quanto riguarda i rendimenti invece, il conto deposito vincolato garantisce tassi stabili per tutta la durata contrattuale, mentre i tassi dei piani di accumulo sono quasi sempre legati all’andamento di fondi comuni di investimento o di indici azionari.

Fonte dei dati: Rapporto Immobiliare 2016 redatto dall’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate in collaborazione con l’ABI (Associazione Bancaria Italiana)

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