Risparmiare per la pensione

Pubblicato da il 31/03/2017 in risparmio -

Le ultime modifiche apportate al sistema pensionistico italiano, sommate alla crisi economica registrata negli ultimi anni e all’aumento delle aspettative di vita – con il conseguente aumento del numero di pensionati rispetto a quello dei lavoratori attivi – hanno riportato in primo piano il dibattito sul gap previdenziale – cioè la differenza fra l’ultimo stipendio percepito e la pensione mensile – e sulle soluzioni disponibili per l’integrazione della propria pensione. Secondo recenti stime, questo dato risulta in crescita: coloro che riceveranno una pensione calcolata in base al sistema contributivo, si ritroveranno infatti con un assegno corrispondente a circa il 50-60% del proprio stipendio medio.

Come fare, quindi, per progettare una vecchiaia serena? Tra gli strumenti integrativi a disposizione, i fondi pensione rappresentano una buona soluzione. Si tratta di fondi comuni di investimento dedicati all’accumulazione di un capitale, ai quali va effettuato un versamento periodico. I fondi pensione risultano però remunerativi a patto che il piano di risparmio venga pianificato con almeno vent’anni d’anticipo. Infatti, per poter contare su una rendita non inferiore ai mille euro al mese, è necessario aver accantonato un capitale di circa 240.000 euro.

Secondo gli esperti, il profilo del risparmiatore italiano cambierà nei prossimi anni. Con buona probabilità, si assisterà ad un passaggio dalla tendenza a impegnare i propri risparmi in investimenti con un orizzonte di tre o cinque anni, ad una visione più matura che privilegi l’accumulo pensionistico di lungo periodo. Questo significa che sarà necessario cominciare a pensare ad un piano di risparmio già intorno ai 35 anni, accantonando almeno 1500 euro l’anno. Avviando un piano intorno ai 40 anni, la cifra dovrà raddoppiare per poter godere di una somma consistente. Inoltre, i lavoratori del settore privato che volessero accantonare una somma mensile maggiore ai mille euro, potrebbero prendere in considerazione l’ipotesi di investire nel fondo pensione anche il TFR.

Un’altra opzione è quella di organizzare un piano d’investimento in autonomia, attraverso strumenti diversi, come i buoni fruttiferi postali o i buoni del tesoro. È molto importante prestare attenzione alle caratteristiche dell’opzione di investimento scelta, in quanto ognuna presenta un diverso livello di rischio. Tra gli strumenti di risparmio a medio e lungo termine, il conto deposito rappresenta sicuramente una delle soluzioni più redditizie e sicure, in quanto a fronte di vincoli che possono andare da 1 mese a 10 anni, offrono rendimenti molto interessanti. Inoltre, il conto deposito è garantito dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi fino a 100.000 euro per depositante. Tale strumento presenta quindi una flessibilità sicuramente più elevata rispetto ai fondi pensione, che non consentono, salvo particolari casi, di ritirare il capitale versato prima della data di pensionamento.

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