Risparmio e cittadini: indagine 2015

Pubblicato da il 10/03/2016 in risparmio -

Un recente studio internazionale sul rapporto tra cittadini e risparmio, realizzato dal dipartimento di Consumer Economics ING di Londra, ha rivelato il grado di soddisfazione degli italiani e degli europei in merito al risparmio nell’anno 2015. I cittadini italiani non si dichiarano completamente soddisfatti in merito a quanto sono riusciti a risparmiare lo scorso anno: solo l’8% degli italiani è infatti riuscito ad accumulare di più rispetto all’anno precedente e solo il 17% si dice soddisfatto dei propri risparmi.

Nonostante i segnali di ripresa, nel 2015 gli italiani hanno mantenuto quindi un atteggiamento piuttosto prudente, in attesa di conferme più sicure sulla stabilità della ripresa. Chi ha visto crescere i propri risparmi lo deve ad un aumento di reddito regolare (43%) o alla scelta di accantonare di più rispetto all’anno precedente (32%). Per il 31% degli italiani i risparmi sono rimasti stabili rispetto all’anno precedente.

Unendo la soddisfazione per il risparmio (savings comfort) al disagio per il debito personale (debt discomfort, seconda voce dell’indagine svolta da ING), in un unico indicatore, il comfort netto degli italiani risulta comunque in linea con la media europea. Non si evincono infatti particolari problematiche rispetto all’anno precedente, così come nessun netto miglioramento sullo stato dei risparmi, sintomo di un’economia ancora lontana da una concreta ripresa.

Tra gli strumenti di risparmio più diffusi, ne esistono alcuni che offrono allo stesso tempo sicurezza e condizioni di rendimento interessanti. Tra questi possiamo annoverare il conto deposito, strumento di investimento connesso al proprio conto corrente che, a fronte di un vincolo che può andare da 1 mese a 10 anni, offre tassi di interesse piuttosto interessanti sulle somme depositate. Questo tipo di strumento coniuga inoltre il rendimento alla sicurezza, in quanto il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi garantisce i conti deposito fino a 100.000 euro per depositante per banca.

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