Risparmio e investimenti: il QE giova a 2 bond

Pubblicato da il 18/03/2015 in risparmio -

Le caratteristiche del mercato finanziario attuale fanno si che tornino a risultare interessanti due tipologie di titoli quali i bond indicizzati all’inflazione e quelli convertibili.

Bond indicizzati all’inflazione
Il Quantitative Easing promette di far ripartire l’inflazione nell’Eurozona e così si assiste ad un aumento dell’acquisto di  titoli indicizzati all’inflazione, come i Btp italia, che consentono di tutelare il proprio risparmio di fronte all’ascesa dei prezzi; tali titoli si dimostreranno convenienti rispetto a quelli nominali se i prezzi saliranno e se l’inflazione realizzata da qui a scadenza sarà superiore a quella individuata dal  punto di break even.

Bond convertibili
Le obbligazioni convertibili sono titoli che si possono convertire in azioni sulla base di un rapporto di cambio che è stabilito dall’inizio nel regolamento di emissione: in pratica chi le possiede può decidere se, in determinati periodi, convertire il bond in un titolo azionario (azione di compendio) oppure no; la conversione è vantaggiosa se il prezzo di mercato dell’azione è superiore al prezzo di conversione, cioè al prezzo, in termini di valore nominale dell’obbligazione, che dovrà essere sostenuto per ottenere una azione di compendio.
I bond convertibili possono quindi permettere di avvicinarsi all’investimento azionario, che in questo momento offre una prospettiva di rendimento più elevata rispetto all’obbligazionario, senza investire direttamente in questo mercato e quindi mantenendo un livello di rischio più contenuto. Il risparmiatore può approcciare questi strumenti anche attraverso Fondi o Etf specializzati. È comunque bene tenere presente che i bond convertibili non sono tutti uguali e possono avere diversi profili di rendimento o di rischio, a seconda del valore della componente azionaria e quindi della probabilità che la conversione venga effettuata o meno.

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