Risparmio privato e imprese

Pubblicato da il 20/05/2016 in risparmio -

Il nuovo decreto sulla “Finanza per la Crescita”, in via di stesura definitiva, conterrà una misura definita Pir, Piano individuale di risparmio, volta ad agevolare la canalizzazione del risparmio verso l’economia reale attraverso inventivi fiscali per favorire la crescita delle imprese italiane. Nello specifico, i Pir saranno degli strumenti finanziari creati ad hoc per permettere ai risparmiatori privati di investire nelle pmi (piccole e medie imprese) italiane. Coloro i quali sceglieranno di investire in tali strumenti potranno godere di una forte agevolazione fiscale: saranno infatti esenti dal pagamento dell’imposta sulle plusvalenze (ossia sugli interessi) pari al 26%, a patto che gli strumenti vengano detenuti per almeno 3 anni e i rendimenti non superino il tetto massimo di 30 mila euro l’anno e 150 mila euro nel corso degli anni.

Il punto di vista dei risparmiatori

Lato risparmiatori, la novità che verrà presto introdotta rappresenta un’opportunità trattandosi di un sistema di investimento innovativo e molto legato alla territorialità. E’ bene sottolineare che chi sceglie questa soluzione deve sapere che si tratta di capitale di rischio, alla stregua delle azioni, pertanto vi è la concreta possibilità di perdere quanto investito, accentuata dal fatto che per un risparmiatore è molto difficile capire la bontà o meno di tale investimento in quanto la valutazione delle performance di una pmi differisce di gran lunga rispetto ad una grande azienda quotata. Coloro i quali non sono disposti a rischiare di perdere il proprio capitale, o cercano una certezza e stabilità nei rendimenti, possono orientarsi su soluzioni collaudate che riscuotono adesioni da molti anni, come ad esempio il conto deposito. Tale strumento offre forti garanzie dal punto di vista patrimoniale e non richiede alcuna conoscenza del mercato finanziario in quanto il tasso di rendimento è noto a priori al momento dell’attivazione. Se si sceglie una soluzione online è sufficiente avere un po di dimestichezza con il computer in quanto l’apertura e la gestione è molto semplice e alla portata di chiunque.

Il punto di vista delle imprese

Le imprese, soprattutto le pmi, sono alla costante ricerca di credito, e i Pir costituiranno sicuramente una valida opportunità. Le imprese infatti sono molto attive, loro malgrado, sul mercato del credito. Il motivo è molto semplice: l’impresa manifatturiera necessita di acquistare risorse (materie prime, macchinari, energia, forza lavoro, ecc) per poter produrre il proprio output, il quale verrà venduto solo in un secondo momento. Il tempo che intercorre dal momento dell’acquisto delle materie prime al momento della vendita del lavorato (o più frequentemente dal momento del pagamento della fattura al fornitore al momento dell’incasso della fattura emessa al cliente) costituisce un periodo di esposizione finanziaria. Al momento uno dei sistemi più utilizzati per far fronte a tale esigenza è il factoring: un operatore specializzato si fa carico, gestisce e finanzia anticipatamente i crediti commerciali dell’azienda; altri sistemi possono essere il fido o il finanziamento. L’impatto che i Pir avranno su tali dinamiche non sono ancora noti, tuttavia è ipotizzabile che possano rivelarsi una nuova opportunità per le imprese.

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