Tassi BCE e influenza sui risparmiatori

Pubblicato da il 05/04/2016 in risparmio -

La Banca Centrale Europea, così come le banche centrali di altri Paesi o congregazioni di Stati, stanno adottando una politica monetaria di tipo espansivo immettendo liquidità sul mercato al fine di fornire una spinta propulsiva all’economia reale, in particolar modo rendendo più accessibile e meno oneroso il ricorso al credito sia per i privati che per le aziende. Per attuare tale politica, la banca centrale attua un abbassamento dei tassi di interesse applicati al denaro depositato presso di essa: le banche non avranno più quindi nessuna convenienza a “parcheggiare” liquidità presso la banca centrale e, per generare un profitto, dovranno impiegare tale liquidità in altro modo. Esistono varie alternative per impiegare la liquidità come acquistare titoli o erogare prestiti: nel primo caso i tassi sono molto bassi, pertanto le banche sono teoricamente incentivate a seguire la seconda strada.

Dal punto di vista del debitore (colui il quale ottiene un finanziamento da parte della banca), tale politica può rivelarsi vantaggiosa in caso di prestiti a breve termine in quanto i tassi in questo periodo storico sono tra i più bassi di sempre. Nel lungo periodo invece, i tassi (fissi) non hanno risentito particolarmente della manovra in quanto le banche devono essere lungimiranti e ipotizzare che in futuro i tassi imposti dalle banche centrali torneranno ad alzarsi. I minori introiti derivanti dall’attività di erogazione di denaro devono però essere compensati: da un lato la domanda di finanziamenti aumenta, pertanto diminuisce il profitto ma aumenta la “quantità di prodotto venduto”, dall’altro gli istituti sono soliti legare al mutuo strumenti accessori su quali il profitto è decisamente elevato (polizze sulla vita, assicurazioni in caso di perdita del lavoro, assicurazioni sulla casa, ecc).

Per quanto detto sopra ci si aspetta che dal punto di vista del creditore, ossia il risparmiatore che versa liquidità in banca attraverso strumenti di varia tipologia (conto corrente, conto deposito, obbligazioni), tale politica comporterà un guadagno inferiore. Analizzando le variazioni dei tassi di interesse garantiti dai prodotti di risparmio, non si rilevano invece sensibili variazioni: vi è stato un calo rispetto agli scorsi anni, compensato però da una sensibile diminuzione dell’inflazione. Strumenti come il conto deposito si rivelano oggigiorno ancora convenienti in quanto offrono rendimenti superiori ai Titoli di Stato e in linea con le obbligazioni, strumento più rischioso. In definitiva i risparmiatori non sono influenzati più di tanto dalla politica monetaria delle banche centrali, in particolar modo coloro i quali operano con strumenti a medio-lungo termine (oltre 1 anno).

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