Telecomunicazioni: largo al risparmio

Pubblicato da il 28/01/2012 in risparmio -

Il progresso tecnologico e la crisi economica stanno mutando le nostre abitudini legate al mondo delle comunicazioni. È questo, in sintesi, il dato che emerge da una ricerca della IBM sulle prospettive di consumo del biennio 2012-2013.

In una prospettiva orientata al risparmio, la ricerca ha evidenziato:

  • l’aumento dei servizi Internet da rete cellulare a discapito delle chiamate di telefonia fissa;
  • la diminuzione degli SMS e degli MMS a favore di un crescente utilizzo di Social Network, Facebook e Twitter su tutti;
  • la riduzione degli abbonamenti alle pay-tv e ai cosiddetti video on demand (video su richiesta ed a pagamento), a favore della Internet tv e dei servizi di condivisione video quali YouTube.

I risultati della ricerca sono il frutto di alcune caratteristiche del nostro Paese, sia dal punto di vista del consumo che dell’utilizzo di Internet. Di seguito riportiamo le più rilevanti.

È emerso dalla ricerca che il 36% degli italiani intende ridurre nel prossimo biennio i propri consumi per le telefonate da rete fissa, pur rimanendo legato contrattualmente all’operatore che fornisce la linea di casa per la necessità di avere una connessione ADSL. Tale dato è influenzato da due fattori non trascurabilii:

  • gli italiani preferiscono connettersi ad Internet da casa piuttosto che da dispositivi mobili;
  • i principali utilizzatori della rete ADSL sono i ragazzi sotto i 25 anni che si collegano quotidianamente per aggiornare i propri profili nei Social Network e per utilizzare i servizi Web tradizionali.

Nonostante le preferenze di utilizzo, è bene ricordare che in Italia esiste un problema di natura tecnica legata alla copertura nazionale della rete. Infatti, secondo l’Agenda Digitale dell’Unione Europea, è richiesto ad ogni Paese membro di garantire una copertura della popolazione pari al 100% con un servizio di connessione superiore a 30Mbps entro il 2013. Attualmente questo dato è lontano da essere realizzato, visto che solo il 61% degli italiani è raggiunto dalla connessione internet veloce. Lo scopo della richiesta europea è lo sviluppo e la digitalizzazione delle piccole-medie imprese, permettendo così loro di utilizzare i servizi di cloud computing, al fine di ridurre i costi.

In un’ottica di risparmio, anche la fedeltà agli operatori di servizi telefonici ne risente. Dalla ricerca della IBM infatti emerge che il 24% degli italiani sarebbe disposto a cambiare gestore per poter usufruire di offerte specifiche a basso costo, senza dover così cambiare le proprie esigenze.

Anche l’intrattenimento non sta vivendo un periodo positivo: è previsto nel prossimo biennio un calo del 27% delle pay-tv (Sky, Mediaset Premium e Fastweb) dovuto al costo dell’abbonamento al servizio. Questo favorisce le televisioni online gratuite che stanno registrando dei tassi record di contatti e visite.

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