Titoli di Stato all’asta: i risparmiatori danno fiducia all’Italia

Pubblicato da il 30/05/2012 in risparmio - 4 Commenti
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All’asta dei BoT semestrali di ieri, il Tesoro ha venduto titoli per 8,5 miliardi, a fronte di una richiesta di 13,673.

Tale risultato non era scontato, considerando l’attuale volatilità del mercato dei Titoli di Stato dei Paesi periferici e visto che la crisi bancaria in Spagna e le imminenti elezioni in Grecia (che, di fatto, deciderà anche sulla permanenza o meno del Paese nell’Eurozona) hanno ulteriormente alimentato l’incertezza, spingendo gli investitori verso l’acquisto di beni-rifugio e Titoli di Paesi considerati sicuri per tutelare il proprio risparmio.

Il rendimento dei BTp, d’altra parte, è salito al 2,1%  (+0,3%rispetto all’asta precedente), ma il vero test per capire quanta fiducia il mercato ripone nella capacità dell’Italia di rilanciarsi nel medio-lungo periodo, sarà all’asta di oggi, dove il governo tenterà di vendere almeno 6,25 miliardi di titoli a 5 e 10 anni (con tassi attesi tra il 5,30 e il 5,90%). Gli istituti di credito (principali acquirenti dei Titoli di Stato, come già ricordato in un precedente post) hanno però già acquistato la quota maggiore dei Titoli offerti all’asta dal Tesoro con la liquidità erogata dalla Bce ad inizio anno (compensando anche il calo della domanda dall’estero), perciò i giochi restano aperti e, al momento, poco prevedili.

Per limitare la volatilità del mercato dei Titoli cresce, infine, l’attesa per gli eurobond (e-BTp) che, se fossero già in circolazione, rifletterebbero non più il rischio Italia puro, ma un rischio Eurozona ridotto perché sostenuto dalle garanzie UE.

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