Titoli di Stato e Azioni: le 2 vie del rendimento

Pubblicato da il 25/02/2015 in risparmio -

In questo momento storico si acuiscono sempre di più le differenze di rendimento tra Titoli di Stato e azioni; i risparmiatori che guardano a questi due ambiti si trovano di fronte due strade molto diverse, anche per il livello di rischio che comportano per il proprio risparmio.

Titoli di Stato

Marzo è alle porte e anche il Quantitative Easing della BCE: è previsto per l’inizio del mese, infatti, l’avvio dell’acquisto di Titoli di Stato dell’Eurozona, che non farà salire il tasso d’interesse dei bond governativi. Questa settimana quelli dell’Europa meridionale hanno toccato valori minimi: il tasso del bond decennale del Portogallo è arrivato ai livelli più bassi dal 2007 (2%) e i bond spagnoli a 10 anni sono scesi all’1,42%. Anche i Btp decennali si stanno attestando sotto l’1,50%.

Un altro tratto distintivo di questo periodo, restando nell’ambito dei bond governativi, è il segno meno che accompagna i titoli di alcuni paesi europei non appartenenti all’Eurozona: si tratta di quelli svizzeri, svedesi e danesi che sono già andati sotto zero.

Mercato Azionario

Nel frattempo Piazza Affari offre agli investitori uno scenario differente: da inizio anno ha fatto segnare la migliore performance dei 19 paesi dell’Eurozona, con un rialzo del 15%. Inoltre le blue chip, cioè le società ad alta capitalizzazione azionaria, in media offrono coupon del 3%. Pur considerano la tassazione del 26% sui dividendi, il rendimento reale può comunque soddisfare gli investitori vista l’inflazione vicina allo zero o negativa.

Ovviamente, va attentamente valutata anche la rischiosità connessa all’investimento azionario: il dividendo è legato all’andamento di ogni azienda.

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