Vacanza Rovinata? Ecco come tutelare il risparmio.

Pubblicato da il 08/09/2014 in risparmio -

Secondo l’O.N.F., Osservatorio Nazionale Federconsumatori, solo il 31% degli italiani (pari a circa 18,6 milioni di cittadini) sono partiti per almeno una settimana di vacanza estiva nel 2014 (la cifra non considera i dati del mese di settembre). Ma coloro che sono riusciti a muoversi, magari investendo nelle ferie il risparmio di un anno di lavoro, non sempre sono riusciti a coronare il loro sogno di riposo e divertimento: l’Associazione Contribuenti Italiani ha comunicato di aver ricevuto, dal 1 luglio 2014, 2.113 segnalazioni di disservizi, il 14% per cento in più rispetto al 2013.

Oltre al danno la beffa, dunque, specialmente se il viaggiatore ha acquistato un pacchetto turistico.

Per tutelare i vacanzieri sfortunati e aiutarli a porre rimedio al danno subito, l’articolo 47 del Codice del Turismo, dlgs 79 del 23 maggio 2011, ha introdotto il danno da vacanza rovinata, che si può intendere come  una lesione dell’interesse del turista di godere completamente di un viaggio organizzato come occasione di piacere o riposo e di non vivere il disagio psicofisico legato al non realizzarsi, completo o parziale, del programma acquistato; può trattarsi, infatti, sia di un danno economico che di uno esistenziale o morale. Alcuni esempi di danno sono: trovare alloggi di categoria inferiore a quanto indicato nel depliant illustrativo al momento della prenotazione o imbattersi in lavori di ristrutturazione in corso, riscontrare la non disponibilità di letti presso l’albergo scelto o il suo non funzionamento, appurare che la spiaggia non è accessibile e che non ci sono alternative.

Come risparmiare e come proteggersi di fronte a queste spiacevoli situazioni? 

Ecco alcune informazioni che potrebbero aiutare anche chi non è ancora partito e sta programmando un viaggio. Si può presentare un reclamo durante la vacanza in modo che il tour operator possa rimediare oppure si può chiedere un risarcimento entro dieci giorni dal rientro. In quest’ultimo caso, è bene ricordarsi di:

  • non gettare il contratto di vendita del pacchetto turistico e tenere anche i depliant che illustrano le location e i biglietti di viaggio;
  • fotografare i luoghi che non corrispondono a quanto anticipato nel depliant;
  • conservare scontrini e ricevute degli esborsi effettuati per cercare di risolvere la condizione disagiata.

Il reclamo deve essere presentato tramite una lettera raccomandata al tour operator e all’agenzia viaggi. Nella lettera occorre descrivere precisamente, senza tralasciare i dettagli e il danno da stress psico-fisico subito, i disservizi riscontrati e richiedere il risarcimento per le spese sostenute (copia delle foto e degli scontrini vanno, quindi, allegate alla lettera stessa). Se, infine, la controparte non accoglie i reclami, è possibile rivolgersi al giudice di pace.

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