Verdure a km 0 in un grattacielo

Pubblicato da il 17/02/2012 in risparmio - 2 Commenti

Il progetto del grattacielo. Fonte: La Repubblica

Articolo dedicato all’iniziativa “M’illumino di meno” di Caterpillar

È di qualche giorno fa la notizia che in Svezia sono ufficialmente iniziati i lavori per la realizzazione della più grande serra metropolitana al mondo. A Linköping infatti sta sorgendo un grattacielo nel quale sarà coltivata la frutta e la verdura per la città di 95 mila abitanti, famosa per le sue università e per le aziende di tecnologia.

L’importanza di questo fabbricato sta nella ecostenibilità del progetto, che sarà costruito seguendo due linee guida:

  • il rendimento dei materiali a basso impatto inquinante;
  • il risparmio legato al ridotto utilizzo di risorse non rinnovabili.

L’attenzione all’ottica green si evince anche dal modo con il quale viene fornita energia all’intera struttura, che è progettata nel rispetto dei più elevati standard ingegneristici: per esempio l’impianto di riscaldamento della serra verrà alimentato grazie ai biogas prodotti dai rifiuti.

Un’idea certamente innovativa: il beneficio non è solo ambientale, ma anche per tutti i cittadini che potranno, in una terra dove non sono presenti in gran numero dei terreni fertili, mangiare frutta e verdura coltivata in maniera naturale a pochi passi da casa.

Rendimax banner

2 Commenti a "Verdure a km 0 in un grattacielo"

  1. Luciano Sansone 21/08/2013 at 10:25 ·

    Buon giorno,
    Grattacielo serra, o Vertical farm??? Se ne parla tanto e li si vuole ormai realizzare in mezzo mondo ma, se vogliamo mangiare frutta e verdura forse è meglio tenere i piedi per terra.
    Un nuovo tipo di AGRICOLTURA senza OGM: sana, redditizia, è POSSIBILE ! con il Brevetto industriale n° 1372755 dal titolo “Meccanismo/serra a ruote panoramiche ”.La finalità del congegno è di affiancare un nuovo tipo di agricoltura a quella tradizionale a sviluppo planimetrico: si sviluppa in verticale. E’ una struttura meccanica coperta a forma di girarrosto/bobina. E’ fatta di vetroresina (vascone, colonne, pulegge, vasche, serbatoio, copertura) mentre le parti metalliche sono d’acciaio inox. E’ attivata dalla sola forza di gravità, soggetta a rotazione, con esposizione temporale delle colture alla luce del sole ed una migliore, naturale aereazione. Tra le pulegge della bobina sono inserite e longitudinalmente a esse agganciate n° 24 vasche ove l’humus, sempre adatto al tipo di coltura che si vuole praticare, è preparato “industrialmente”, con i sali minerali e i concimi giusti ed è riciclabile. Ne può fare ampio uso il vivaista ed è ideale per coltivarci tutti i tipi di verdura, fiori, piante aromatiche, fragole, ecc. Le dimensioni reali sono di ca. cinque metri di larghezza, profondità e altezza (fuori dal terreno) ma, se realizzata in scala ridotta (con piccole modifiche) può collocarsi su terrazzi e balconi, dando libero sfogo ai “contadini della domenica”. Triplica la superficie coltivabile perché sfrutta lo spazio aereo. Riduce dell’80% il fabbisogno d’acqua poiché mirata alle sole piantine e quella in eccesso viene recuperata . Consente agli addetti di lavorare da fermi e all’asciutto, evitando loro stancanti camminate nel fango e inutili piegamenti. Le colture sono protette dalle intemperie. Un cordiale saluto.

  2. Redazione 23/08/2013 at 14:51 ·

    Grazie Luciano per il tuo contributo e le informazioni che hai condiviso con noi. Continua a seguirci!

SCRIVI UN COMMENTO

*

Feed RSS