Viaggiatori ed acquirenti globali: il risparmio nei negozi aeroportuali

Pubblicato da il 06/01/2012 in risparmio - 1 Commento

Da semplici passeggeri a consumatori globali: è questa la tipologia di cliente ideale per i negozi aeroportuali. Ma quali sono le caratteristiche che fanno diventare così appetibili tali negozi? Quali sono le strategie delle aziende per attirare sempre nuovi clienti? Ma soprattutto, è possibile risparmiare?

Che gli aeroporti siano diventati il tempio del consumismo a livello globale non è certo una novità. A pensarci bene infatti, essi non sono solo dei punti di partenza per milioni di passeggeri all’anno, ma hanno assunto il ruolo di prima immagine di una vacanza verso luoghi diversi ed allo stesso tempo simili da ciò che vediamo quotidianamente. Il mondo infatti, grazie alla globalizzazione permette di frequentare spesso gli stessi negozi in città diverse, come se magicamente cambiasse il contorno ma rimanesse invariata la sostanza.

Partendo da tali presupposti è nata l’idea di proporre degli aeroporti maggiormente legati alla globalizzazione e alla volontà di soddisfare i bisogni di un viaggiatore/consumatore moderno e con necessità omogenee nonostante la diversa provenienza.

L’evoluzione della strategia di marketing dei negozi aeroportuali

L’evoluzione del viaggiatore ha modificato di conseguenza anche le strategie di marketing delle grandi aziende che possiedono o stanno per acquisire dei negozi all’interno degli aeroporti. La riprogettazione degli spazi di vendita avviene seguendo quello che nel marketing è definito come “going shopping”, ossia andare a fare spesa inteso come l’azione di visitare negozi, guardare le vetrine ed ammirare le novità (diverso dal “doing shopping” che significa fare shopping, comprare). Questa sottile differenza spiega come le aziende siano attualmente molto più interessate a far nascere la necessità di acquisto piuttosto che far comprare. Il motivo è banale: lo stimolo crea i bisogni, e gli acquisti di impulso hanno una remunerazione maggiore rispetto alla semplice soddisfazione di un bisogno specifico. Seguendo tale logica si è pensato di  associare un contesto di gioia (la partenza) ad un momento di attesa (l’imbarco) proponendo una diversa riprogettazione dei negozi, coccolando i visitatori già dai primi passi all’interno degli stessi, attraverso una buona musica di sottofondo, un clima accogliente, delle aree di relax e talvolta dei servizi aggiuntivi quali per esempio la connessione WI-FI.

L’attenzione crescente alla visita del cliente non è la sola strategia dei negozi aeroportuali: essi infatti sfruttano quello che attira un acquirente, ossia il risparmio. I punti vendita, avendo una tassazione ridotta, possono garantire un prezzo inferiore dei loro prodotti rispetto a quelli tradizionali ubicati all’esterno del gate.

La terza strategia adottata è quella relativa all’oggetto dello scambio: i prodotti infatti vengono offerti spesso in quelle che sono delle edizioni limitate preposte alla vendita solo nei negozi aeroportuali, come ad esempio la palette da viaggio di Dior (collezione “Travel in Dior” dell’autunno 2011) e molti altri casi che comprendono spesso prodotti di profumeria e cosmesi.

Esiste il risparmio negli acquisti d’impulso?

Le evidenze citate spingono a due considerazioni:

  • I clienti percepiscono un prezzo inferiore a quello che potrebbero osservare nei negozi esterni al gate d’imbarco e quindi sono stimolati all’acquisto;
  • La possibilità di soddisfare dei bisogni d’impulso genera una spesa maggiore a quella che sarebbe fatta in altre condizioni (con una ponderazione maggiore).

Basandosi sulle due accezioni proposte è chiaro che il cliente viene messo in soggezione rispetto all’acquisto, nel senso che pur avendo dei negozi progettati per rispondere alle proprie necessità, non si limita ad un acquisto ragionato ma si spinge molto oltre, favorito soprattutto dal risparmio proposto.

È però importante fare una valutazione: questo comportamento è noto anche alle grandi aziende, in particolare quelle dell’abbigliamento di alta moda, le quali stanno puntando molto ad acquisire gli spazi di vendita negli aeroporti dal momento che fiutano un business sempre in espansione e con alti margini di profittabilità. La conclusione è dunque evidente: il risparmio c’è sicuramente, ma attenti a non esagerare con gli acquisti!

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