Video low-cost aziendali come fonte di innovazione customer based

Pubblicato da il 14/12/2011 in risparmio -

L’evoluzione delle competenze informatiche dei clienti e la progressiva popolarità dei social network hanno costretto le imprese più innovative a modificare i propri metodi di comunicazione, cercando di non limitarsi alla semplice trasmissione di un messaggio pubblicitario, ma facendo molto di più. In un contesto nel quale il cliente è perfettamente informato e capace di reperire specifiche comparative tra i vari prodotti e servizi offerti dalle imprese, anche la realizzazione di video pubblicitari tradizionali non è più sufficiente: oggi deve necessariamente “avvolgere” il cliente sotto un profilo emozionale, generando delle sensazioni positive che potrebbero essere definite polisensoriali, che coinvolgono cioè tutti i cinque sensi. Un esempio di questa evoluzione è offerto dagli spot televisivi delle case automobilistiche, dove la musica di sottofondo rappresenta il fattore chiave per la percezione del messaggio, in quanto evocativa di sensazioni per lo spettatore che variano in base alla peculiarità della macchina: sicurezza, tranquillità, gioia o passione.

Ogni prodotto o servizio necessita della giusta valutazione dei bisogni specifici del fruitore: talvolta lo spot deve semplicemente colmare un gap tra il cliente e l’azienda, ossia la distanza tra ciò che l’impresa offre e ciò che il cliente si aspetta di ricevere. Un caso particolare di questa politica sono le pubblicità riguardanti le banche online.

In questo caso l’elemento focale del messaggio deve essere quello di colmare la distanza -il gap appunto- tra l’istituto (che non è più la vecchia filiale con operatori di sportello ma una istituzione che mira a garantire il giusto rendimento dei risparmi) e la necessità di sicurezza che il cliente richiede alla stessa. Il modo migliore per ridurre tale lacuna è quello di ricreare in uno spot la situazione tradizionale, ossia far vedere i luoghi (la sede della banca) e le persone che in essa operano.

Seguendo questa linea guida, Banca IFIS da quasi un anno sta proponendo dei video su YouTube (condivisi nelle Fan Page Facebook e Twitter) nei quali i dipendenti ed il management, in particolare il CEO Giovanni Bossi, diventano attori per un giorno spiegando i concetti base del business nel quale operano e dei prodotti offerti, tra cui il conto deposito rendimax e il nuovo rendimax Like. Quest’ultimo strumento di risparmio è un esempio lampante di questa strategia comunicativa: diversi impiegati hanno interpretato lo spot chiedendosi quali fossero le reali necessità dei clienti e proponendo loro una soluzione, ossia il conto deposito libero a chiamata che stavano presentando mediante lo spot.

I vantaggi della realizzazione di questi brevi spot non sono legati esclusivamente alla soddisfazione dei bisogni dei clienti o al tam-tam mediatico che generano nei social network dove vengono trasmessi: essi hanno un ottimo ritorno anche all’interno dell’azienda. Prima di tutto vi è una evidente riduzione dei costi, che permette un risparmio all’azienda committente in termini di azzeramento dei costi variabili (attori e location), limitando le spese alla sola componente fissa (montaggio,realizzazione e distribuzione video); inoltre vi sono delle evidenti ripercussioni positive nella motivazione del personale: i dipendenti, interpretando una parte fondamentale nel messaggio da trasmettere, si sentono essi stessi l’azienda agli occhi del cliente, assumendo quasi inconsapevolmente un ruolo fondamentale per l’immagine della Banca.

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