Come risparmiano gli italiani? Conti Deposito, BOT e PIR

Instabilità economica, incertezza politica e il timore di perdere i propri risparmi. Dall’ultima indagine della Consob (dicembre 2018), emerge un quadro che mostra le famiglie italiane molto prudenti, quando si parla di investire denaro. I risparmiatori si sentono al sicuro con forme di investimento che non espongano il patrimonio a troppi rischi.

Buoni Ordinari del Tesoro

Un parcheggio sicuro del proprio capitale, è rappresentato dai BOT, i buoni Ordinari del Tesoro, emessi per finanziare il debito pubblico. Sono titoli a breve termine, con scadenza di 3, 6 o 12 mesi. In pratica, si tratta di prestiti concessi dagli investitori allo Stato, per un periodo molto ridotto. Di conseguenza, a fronte di un rischio minore per i sottoscrittori – dovuto alla brevità della vita dei BOT – anche il rendimento sarà minore rispetto a scadenze più lunghe. I Buoni rientrano tra i titoli senza cedola (zero coupon). Il rendimento delle obbligazioni è basato su una remunerazione a scarto di emissione.

PIR

Anche i PIR, i piani individuali di risparmio, introdotti dalla Legge di Bilancio 2017, sono una forma di investimento che si sta facendo strada. Sono nati per veicolare i risparmi verso le imprese italiane e quindi spingere l’economia del Paese. Le risorse raccolte in un PIR, potranno essere investite in diversi strumenti finanziari, come azioni, obbligazioni, quote di fondi di investimento e anche conti correnti bancari. Tuttavia, nella composizione del portafoglio ci sono delle regole da rispettare:

  • È obbligatorio investire almeno il 70% del capitale in aziende con sede in Italia o in imprese domiciliate all’interno dello spazio economico europeo, che abbiano stabile organizzazione nel nostro Paese.
  • Almeno il 30% di questa quota, deve essere investita in strumenti finanziari di imprese diverse da quelle inserite nell’indice FTSE MIB di Borsa Italiana, o in indici equivalenti di altri mercati regolamentati.

Per i Piani di Risparmio istituiti dal 1° gennaio 2019 inoltre, ci sono novità: come il vincolo di investire almeno il 7% del patrimonio nel segmento AIM della Borsa e in venture capital.

Conti deposito

Negli ultimi anni, il clima di sfiducia che si respira in Italia, è stato contrastato dalla scelta sempre più diffusa di affidare i propri risparmi ai conti deposito. A differenza di altri investimenti infatti, il capitale versato è garantito, e non subisce gli scossoni dei mercati e le oscillazioni della Borsa. Si tratta di un investimento sicuro, che consente di realizzare nel tempo un piccolo capitale. Il conto deposito può essere vincolato o libero: ovvero le somme possono avere dei vincoli di durata, oppure si possono prelevare in qualsiasi momento. Ovviamente, i conti deposito vincolati, hanno un tasso d’interesse maggiore. Più in generale il conto deposito sta acquistando valore: secondo quanto riportato da confrontaconti.it, il tasso lordo massimo riservato alle somme vincolate per 12 mesi ha di nuovo toccato una media del 2%, come non accadeva da quasi tre anni. I tassi insomma, stanno crescendo in maniera interessante. In questa direzione si colloca la proposta di rendimax Vincolato TOP, il conto deposito che a 3 anni offre il 2,25% lordo, per arrivare fino al 3% per vincoli a 5 anni. I conti deposito non hanno spese di apertura né di gestione, tranne l’imposta di bollo dovuta per legge.