Conto deposito o libretto di risparmio: quale scegliere?

È la domanda che molti si pongono quando si tratta di mettere da parte i propri risparmi, facendoli rendere dal punto di vista economico. La differenza principale tra questi due tipi di investimento è rappresentata dal tasso che viene applicato e dalle modalità con cui vengono gestiti i fondi depositati. Nella scelta tra conto deposito o libretto di risparmio infatti, bisogna tener presente che il primo è un servizio che si può gestire online, mentre il libretto è cartaceo e per qualsiasi tipo di operazione bisogna rivolgersi a uno sportello fisico. Vediamo nel dettaglio le altre differenze, per decidere quale scelta sia più adatta tra conto deposito o libretto di risparmio, considerando le proprie esigenze personali.
Conto deposito

Si tratta di una forma di risparmio che si è affermata con la digitalizzazione e i servizi di home banking. Il conto deposito è apprezzato da chi non vuole essere legato agli orari di ufficio e apprezza la comodità di gestione. C’è bisogno di un conto corrente bancario tradizionale. Per utilizzarlo è necessaria una:

  • Connessione Internet e l’uso di un pc o di uno smartphone. Non c’è bisogno di assistenza diretta, ma ovviamente servono adeguate capacità informatiche per riuscire a servirsene.
  • Il conto deposito consente di effettuare solo tre tipi di operazioni: versamenti, prelievi e vincolo delle somme di denaro per un determinato periodo. Dal punto di vista economico, nella scelta tra conto deposito o libretto di risparmio, incide il tasso di interesse attivo, che nella maggior parte dei casi è superiore nel conto deposito.
  • Il costo delle commissioni generalmente è pari a zero: per molte banche apertura, chiusura e gestione del capitale non si pagano.

Libretto di risparmio

A tutti gli effetti consiste in un supporto cartaceo, e comporta lo spostamento da casa per poter accedere alle proprie somme di denaro. Inoltre, il libretto di risparmio può essere gestito solo dal titolare, tranne che in caso di una delega. Rispetto al conto corrente tradizionale, i tassi d’interesse del libretto di risparmio sono più vantaggiosi, sebbene inferiori a quelli del conto deposito. Per la gestione bisogna necessariamente:

  • recarsi presso uno sportello o usare una carta. Prelievi e versamenti sono sempre consentiti, inoltre sono possibili diverse operazioni, come l’accredito dello stipendio o della pensione, l’emissione di una carta Bancomat, l’accredito o l’addebito di bonifici.
  • Alcune banche potrebbero richiedere commissioni per alcuni servizi come i bonifici o l’emissione del libretto. La gestione comunque è a costo zero.

Conto deposito o libretto di risparmio dunque, presentano caratteristiche differenti, e la scelta dipende dalle proprie esigenze personali. Entrambi i servizi hanno tuttavia alcune caratteristiche in comune, per esempio per quello che riguarda le garanzie. Le somme che sono depositate sul conto deposito o sul libretto bancario infatti, sono garantite dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FIDT) fino a 100mila euro, quindi il rischio che l’istituto di credito non riesca a restituirle è estremamente ridotto. Infine, gli interessi maturati da entrambe le forme di risparmio sono sottoposti a una ritenuta fiscale pari al 27%.