Il futuro del conto deposito

Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS

Qualche giorno fa abbiamo affrontato il tema dell’aumento del numero di clienti che attivano un conto deposito. Le ragioni sono molte e le abbiamo riassunte nella crescente necessità di ottenere un buon rendimento e, al tempo stesso, di essere tutelati sotto il profilo della sicurezza.

A tal proposito, oggi ne Il Sole 24 Ore Maximilian Cellino ha proposto un articolo nel quale cerca di immaginare quale possa essere il futuro di questo strumento di risparmio. Secondo il suo pensiero è prevedibile che, nonostante l’aumento considerevole di attivazioni del 2011, i margini di crescita dei conti deposito continueranno ad essere elevati, soprattutto confrontando i dati nazionali con quelli degli altri Paesi europei. In Italia infatti, il valore dei depositi è pari al 35% del Prodotto Interno Lordo, contro il 65% di Francia e il 72% di Germania.

Per attirare più clienti, ogni banca cerca di proporre un’offerta interattiva e ad alti tassi di interesse, orientandosi verso la possibilità di smobilizzo del capitale depositato. Questa però non è l’unica strada percorribile: come dichiarato da Giovanni Bossi, Amministratore Delegato di Banca IFIS, “occorre dare nuovi servizi alla clientela, aggiungendo al conto deposito le funzionalità di un vero e proprio conto corrente, ma a costo zero”

Sembra dunque che in futuro si prefiguri la convergenza di questi due prodotti finanziari, anche per sfruttare una caratteristica del modo di risparmiare degli italiani: il capitale depositato nei conti corrente è di gran lunga superiore a quello degli altri Paesi europei.