Nuove aliquote fiscali ed investimenti: ecco cosa cambia

Con le nuove manovre fiscali introdotte prima dal governo Berlusconi e poi da quello di Monti sono variati i regimi fiscali legati ai principali strumenti finanziari. Dal primo gennaio 2012 infatti, gli italiani hanno visto cambiare le condizioni dei loro risparmi.

Vediamo in dettaglio l’attuale livello di tassazione suddiviso per tipologia di investimento:

  • Fondi pensione: sono rimasti invariati grazie alla Riforma Maroni del 2007. Garantiscono una deducibilità per i versamenti fino a 5.164 euro tassati in base al periodo di investimento, con un’aliquota che varia tra il 9% e il 15%. L’imposta per i rendimenti invece è pari all’11%, valore più basso di tutti gli altri strumenti. Sono esclusi dal pagamento del bollo.
  • Titoli di Stato, Buoni postali, PCT di Titoli di Stato: l’aliquota fiscale è rimasta invariata al 12,5%, ma dal primo gennaio sono soggetti al pagamento di un’imposta proporzionale al valore dei titoli detenuti. Tale bollo dall’importo minimo di 34,20 euro, vale per depositi superiori a 5.000 euro in caso di buoni postali.
  • Conto deposito: la tassazione applicata è pari al 20%, valore ridotto rispetto al 27% dello scorso anno. Il bollo è pari a 1,81 euro, solitamente pagato dall’Istituto di Credito erogante lo strumento di risparmio.
  • Polizze vita rivalutabili: imposta pari al 20%, ad esclusione della parte investita in Titoli di Stato che gode di una ritenuta del 12,5%. Sono escluse dal pagamento del bollo.
  • Obbligazioni bancarie, azioni, Fondi comuni di investimento e immobiliari, Polizze Vita index e PCT non legati a Titoli di Stato: per tutti questi strumenti la ritenuta fiscale è al 20%, aumentata rispetto alla precedente aliquota del 12,5%. Il valore è rimasto inalterato per gli strumenti di deposito che investono in Titoli di Stato. È stata decisa l’introduzione di un’imposta di bollo proporzionale al deposito anche per le Polizze Vita Index.
  • Gestioni patrimoniali: anche per questi strumenti si passa dal 12,5% al 20% (sempre ad esclusione di quelli legati a quote di Titoli di Stato) con la contestuale introduzione dell’imposta di bollo per un valore proporzionale al capitale. La tassazione avviene per competenza sul rendimento maturato ogni anno.
  • Immobili: le imposte sulle proprietà immobiliari sono variate con l’introduzione dell’Imposta Municipale Unica, la vecchia ICI, e il contestuale aumento della base imponibile, dovuto dalla volontà del governo di rivalutare i valori catastali. I redditi ottenuti dalle locazioni (affitti) di proprietà dei privati sono tassati al 21%.