Rendimento a medio termine: un confronto tra conti deposito e immobili a reddito

Immobili e conti deposito rappresentano, oggi, due tra le alternative più interessanti per chi vuole investire il proprio denaro in strumenti di risparmio sicuri e redditizi.

Nel breve e medio termine, tuttavia, il guadagno relativo all’affitto di un immobile a terzi sembra non riuscire più a competere con quello offerto dai migliori conti deposito oggi presenti sul mercato.

Tra i principali fattori che penalizzano il rendimento di un immobile messo a reddito, rispetto a quello di un conto deposito competitivo, la tassazione riservata al primo tipo di investimento riveste certamente un ruolo importante: oltre all’Imu, infatti, chi affitta una casa ad un inquilino è soggetto anche al pagamento della cedolare secca pari al 21% dell’affitto (19% in caso di canoni concordati).

Inoltre, secondo la società di studi economici Nomisma, il rendimento medio annuo di un immobile residenziale in affitto in Italia si è attestato, nella seconda metà del 2012 al 4,36% lordo, pari al 3,4% netto in caso di applicazione della cedolare secca con aliquota al 21%, contro un tasso di interesse che può anche superare il 4,8% lordo (più del 3,8% netto) per alcuni conti deposito a scadenza fino a 24 mesi.

Per altro, molti analisti del settore ritengono verosimile l’ipotesi che, nei prossimi 6-18 mesi, i prezzi medi del patrimonio residenziale italiano subiscano una riduzione significativa, senza contare che il padrone di casa non sempre può contare sulla condotta irreprensibile del proprio affittuario: in caso di morosità di quest’ultimo, i tempi medi delle pratiche legali che permettono al proprietario di liberare l’immobile vanno da 1 a 3 anni e, su questo arco temporale, non solo va messa in conto la perdita dovuta al mancato incasso dell’affitto, ma anche quella legata al fatto che le tasse sono dovute anche sui canoni non incassati.

A ben vedere dunque, il conto deposito sembra vincere il confronto anche sotto il profilo della sicurezza, dato che ogni singolo conto gode della garanzia del FITD fino a 100.000 euro.

Per investire il proprio risparmio al meglio, la prima regola resta comunque quella di diversificare il più possibile il proprio portafoglio rivolgendosi, se serve, ad un consulente esperto e fidato.