Finanza per un’economia più sostenibile

Pubblicato da il 06/06/2018 in generale, news -

Può la finanza andare a braccetto con l’ambiente? Un’economia più sostenibile è possibile? Sì, è proprio ciò su cui sta scommettendo la Commissione Europea che ha deciso di mettere in campo diverse strategie per spingere gli investitori a portare avanti la causa di un mercato più eco-friendly che sostenga quelle imprese che si impegnano a combattere i cambiamenti climatici.

La strategia si sviluppa nell’ambito dei diversi accordi in materia di energia e clima a partire dall’accordo di Parigi e dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Per conseguire gli obiettivi previsti sono necessari investimenti supplementari: è per questo che un anno fa è stato nominato un gruppo di esperti a cui è stato affidato il compito di riflettere su alcune raccomandazioni volte a gestire al meglio la transizione del mercato verso soluzioni che permettano di abbassare le emissioni di carbonio e combattere così l’aumento dell’effetto serra. Vediamo in sintesi i dieci punti chiave della strategia della Commissione Europea:

  • Creazione di una tassonomia della finanza sostenibile, cioè la costruzione di una classificazione delle azioni imprenditoriali considerate sostenibili e degli ambiti dove investimenti di questo tipo possano incidere maggiormente portando a risultati significativi.
  • Registrazione di marchi europei che permettano agli investitori di identificare agevolmente i prodotti finanziari eco-friendly.
  • Aumento degli investimenti volti alla costruzione di nuove infrastrutture in un’ottica sostenibile.
  • Invito agli operatori del settore a prestare attenzione in fase di consulenza alla sensibilità e alle scelte del cliente nell’ambito dell’economia sostenibile.
  • Miglioramento della trasparenza nella costruzione degli indici di sostenibilità.
  • Incoraggiamento da parte delle società di rating dell’integrazione tra i criteri ambientali, relazionali e di governance, i cosiddetti ESG criteria.
  • Inclusione dei criteri di sostenibilità nella definizione di dovere fiduciario tramite una proposta legislativa che spinga gli investitori ad agire a maggior vantaggio dei beneficiari.
  • Introduzione della sostenibilità tra i requisiti patrimoniali delle banche. Nel caso di investimenti eco-friendly, dunque, potrebbero essere possibili riduzioni dei requisiti prudenziali, quando giustificate dai profili di rischio.
  • Miglioramento delle comunicazioni societarie riguardo la rendicontazione non finanziaria, rendendole più trasparenti, nell’ottica di favorire un allineamento delle compagnie alle raccomandazioni emerse dall’informativa finanziaria legata al clima.
  • Adozione di un approccio di lungo periodo sia relativamente all’integrazione dei criteri ESG che nei processi decisionali delle aziende in una prospettiva finanziaria sostenibile.
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