Banche e garanzia pubblica

Pubblicato da il 26/07/2016 in news -
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Manca meno di una settimana alla pubblicazione degli stress-test bancari, che avrà luogo alle 22 di venerdì 29 luglio: si tratta di alcuni test condotti dalla BCE sulle 53 principali banche europee per verificarne la stabilità. Il governo italiano dovrà comunicare all’estabilshment europeo come vorrà sostenere gli istituti di credito più in difficoltà. L’ipotesi più probabile è quella di una eventuale ricapitalizzazione privata (come sta accadendo per Fondo Atlante), ma non è esclusa l’introduzione di garanzie statali o di successivi interventi con denaro pubblico laddove non fossero sufficienti gli interventi dei privati. Nel caso di ricapitalizzazione privata, la Commissione europea non sarebbe coinvolta nel valutare il salvataggio, viceversa, qualora si utilizzasse il denaro pubblico, entrerebbero in gioco le normative europee sugli aiuti di stato.

Le manovre, ipotizzabili, che possono essere classificate come aiuti di Stato sono due:

  1. Il Governo può chiede di poter garantire, attraverso il denaro pubblico, l’eventuale ricapitalizzazione privata delle banche che si trovano in difficoltà. In questo caso vi sarebbe l’obbligo per azionisti ed obbligazionisti subordinati di partecipare all’aumento di capitale (burden sharing).
  2. L’altra possibilità è quella di preparare ricapitalizzazioni pubbliche, da utilizzare come alternativa a quelle private, o nel caso in cui queste ultime non abbiano successo e non risollevino i bilanci delle banche. Anche in questo caso sarà obbligatorio il contributo degli azionisti e degli obbligazionisti subordinati, come previsto dalle norme comunitarie.

La tutela offerta dalla Commissione europea è diversa in base alla tipologia di investitore coinvolto nell’eventuale manovra: gli investitori istituzionali dovranno soggiacere alla normativa, mentre gli investitori non istituzionali potranno usufruire di eventuali rimborsi ex post, attraverso forme di arbitrato che dimostrino che i risparmiatori sono stati raggirati dalla banca nel momento in cui hanno acquistato i prodotti da essa emessi.

Le considerazioni fatte sopra restano tuttavia delle mere ipotesi in quanto, come affermato Pier Carlo Padoan (Ministro dell’Economia), l’obiettivo è il salvataggio privato, escludendo di fatto la partecipazione obbligatoria degli investitori. E’ infine doveroso precisare come i sottoscrittori di prodotti di risparmio come il conto deposito e il conto corrente non siano coinvolti in tali manovre: in caso di bail in detti risparmiatori sono gli ultimi ad essere coinvolti, e solo nel caso di depositi superiori a 100 mila euro. Resta comunque buona regola quella di affidarsi ad istituti bancari caratterizzati da un elevato indice di solidità (CET1 ratio) e con risultati finanziari che riportino segni positivi.

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