Circular economy: un modello economico vantaggioso per tutti

Oggi parlare di sostenibilità e circular economy sta divenendo sempre più importante e urgente, ma quali sono i motivi legati all’interesse verso questi temi? Vediamolo insieme.

Il nostro modello economico si è sempre basato sul concetto di produzione – consumo – smaltimento e proprio questo viene definito modello lineare, secondo il quale il destino di ogni prodotto è quello di diventare rifiuto. Il medesimo processo vale per le materie prime che una volta utilizzate vengono scartate e smaltite.

L’aumento della popolazione, la crescita inarrestabile della domanda e di conseguenza anche dell’offerta da parte del mondo della produzione, ha portato ad una richiesta di materie prime non sostenibile sia dal punto di vista economico sia ambientale. Le risorse naturali scarseggiano e quindi il loro costo aumenta sempre più, inoltre il loro sfruttamento intensivo ha portato ad una situazione di degrado ambientale.

 

Un nuovo modello economico: la circular economy

È evidente la necessità di ripensare al modello economico lineare, come dichiarato dalla Commissione Europea: “Non possiamo costruire il nostro futuro su un modello usa e getta”. Proprio per questo si sta promuovendo un modello di economia circolare, modello che mira a ridurre il consumo delle materie prime, massimizzando il riutilizzo e il riciclo. Lo scarto di un ciclo produttivo viene utilizzato per un altro ciclo produttivo, così facendo lo scarto si trasforma in risorsa e la produzione di rifiuti diminuisce progressivamente.

Si può dire che la circular economy prenda spunto dalla natura, dove ogni elemento alla fine del proprio ciclo non diventa mai scarto ma si trasforma in risorsa per un nuovo ciclo.

Questo nuovo modello risulta non solo sostenibile, ma vantaggioso per tutti i soggetti coinvolti:

  • le aziende produttive: riuscirebbero a ridurre i costi relativi al reperimento delle materie prime e alla gestione dei rifiuti, in quanto riutilizzerebbero gli “scarti” per un nuovo ciclo produttivo;
  • l’ambiente: la riduzione dei rifiuti genererebbe un minor inquinamento e il riutilizzo di materiali avrebbe un impatto considerevole sull’approvvigionamento delle materie prime, inoltre, diminuirebbe il peso sugli ecosistemi da parte della produzione intensiva.

Le istituzioni stanno già spingendo su questo tipo di modello circolare, pensiamo all’Agenda 2030 dell’ONU ad esempio o all’impegno dell’Unione Europea attraverso numerose iniziative legate alla sostenibilità.

 

I consumatori possono incentivare lo sviluppo della circular economy

La circular economy non deve limitarsi a spingere il mondo della produzione a modificare i propri cicli, ma è un modello che deve avere un impatto anche sui comportamenti dei consumatori.

Ognuno di noi facendo scelte di acquisto più consapevoli può influenzare il sistema produttivo e incentivare modelli di produzione più sostenibili. Le nostre abitudini d’acquisto, infatti, incidono sui meccanismi economico-produttivi e proprio per questo devono essere orientate verso scelte più consapevoli, come il riutilizzo di diversi prodotti contribuendo quindi alla riduzione degli sprechi, perciò iniziative che incentivino comportamenti consapevoli e facciano conoscere ai consumatori l’importanza delle proprie scelte risulta essere fondamentale. Inoltre, mettendo in atto comportamenti responsabili ognuno ne ricaverebbe anche un beneficio personale: il riutilizzo e il riciclo di prodotti porterebbe sicuramente un risparmio economico, oltre ad influire sulla riduzione degli sprechi.

In Italia sono state organizzate diverse iniziative locali per incentivare i consumatori a compiere scelte consapevoli e a beneficio della sostenibilità. A Roma, ad esempio, sono state installate nelle stazioni della metropolitana e nei mercati rionali delle macchinette “mangia plastica” che ad ogni bottiglia di plastica inserita permettono di accumulare del credito per l’acquisto di titoli di viaggio o da spendere al mercato; Milano, invece, è impegnata nella riduzione dello spreco del cibo attraverso un’efficiente ed efficace raccolta differenziata, fondamentale per migliorare i processi di riciclo dell’umido.