Decreto Rilancio: le misure per famiglie e lavoratori

Un provvedimento che ha stanziato 55 miliardi di euro per aiutare l’Italia a ripartire durante quella che è, a tutti gli effetti, la fase 2 dell’emergenza Covid-19, anche per l’economia. Il Decreto Rilancio contiene una serie di misure, a sostegno delle famiglie e non solo, che prorogano alcuni interventi già presenti nel Decreto Cura Italia dello scorso marzo e nel successivo Decreto Liquidità.

Assistenza ai genitori lavoratori, Reddito di Emergenza per le famiglie in difficoltà economica a causa della pandemia e indennità per gli autonomi sono solo alcuni dei provvedimenti presenti nel Decreto Rilancio. Vediamo nel dettaglio cosa prevede.

  • Bonus baby-sitter: il voucher aumenta da 600 a 1.200 euro (usufruibile su 2 mesi) e può essere utilizzato anche per l’iscrizione ai centri estivi, potenziati a loro volta con il rifinanziamento del Fondo delle politiche della famiglia, da 150 milioni di euro.
  • Congedi parentali: fino al 31 luglio 2020, per un periodo continuativo o frazionato non superiore ai 30 giorni lavorativi, i dipendenti, genitori di figli con meno di 12 anni, hanno diritto a un congedo parentale retribuito al 50% del proprio stipendio.
  • Lavoro agile: fino alla cessazione dello stato di emergenza da Covid-19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni (a condizione che nel nucleo familiare l’altro genitore non benefici di sostegno al reddito o non ci sia un genitore non lavoratore) hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, anche in assenza di accordi individuali.

Il Decreto Rilancio prevede anche interventi di tutele sociali ed economiche destinati alle famiglie:

  • Assistenza familiari disabili: aggiunti ulteriori 12 giorni, che si sommano a quelli già previsti (3 per maggio, e 3 per giugno). Il totale del periodo è quindi 12+3+3 = 18 giorni lavorativi di permesso.
  • Reddito di Emergenza: è una misura destinata alle famiglie in difficoltà economica a causa del Covid-19. Spetta ai nuclei che non beneficiano di altri sussidi (con un limite di Isee di 15mila euro, patrimonio entro i 10mila euro e la residenza in Italia). Il Reddito di Emergenza è riconosciuto in due quote, tra i 400 e gli 800 euro, in base al nucleo familiare.

Nel Decreto Rilancio, sono previste misure anche per i lavoratori:

  • Sospensione dei licenziamenti: prorogato di 5 mesi, rispetto ai 60 giorni previsti inizialmente, il periodo di divieto di licenziamenti individuali e collettivi per giustificato motivo oggettivo. Sospese le procedure in corso.
  • Cassa Integrazione: estese fino al 31 agosto 2020 le tutele già previste dal decreto Cura Italia e incrementate di successive 4 settimane, per il periodo 1°settembre-31 ottobre 2020. La Cig straordinaria viene estesa a 18 settimane, da utilizzare entro il 31 ottobre 2020.
  • Indennità per i lavoratori autonomi: tutte le forme di indennizzo previste dal Decreto Rilancio non si possono cumulare con pensioni o con introiti da lavoro dipendente (per es. nel caso dei lavoratori stagionali). In particolare:
    – 600 euro per il mese di aprile: professionisti non iscritti agli ordini, co.co.co. in gestione separata, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni e mezzadri, stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, lavoratori dello spettacolo, lavoratori agricoli.
    – 1000 euro per il mese di maggio: ne hanno diritto i liberi professionisti titolari di partita IVA, non pensionati o iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che dimostrino di aver subito una riduzione del reddito di almeno il 33% nel secondo bimestre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019.
    – Professionisti iscritti agli ordini: continueranno ed essere gestiti dalle proprie casse professionali, per i mesi di aprile e maggio.