Fintech: ostacolo o sfida per le banche?

Pubblicato da il 10/02/2017 in news -

Rimembrando i (non) cari bei vecchi tempi in cui i servizi tradizionali finanziari peer-to-peer erano l’essenza di ciò che viene definito banking (e che di quello moderno ne è ormai l’antenato) è essenziale dare uno sguardo a come i medesimi servizi abbiano dovuto adattarsi all’incalzante avanzare delle tecnologie riguardanti gli stessi prodotti finanziari. E’ altrettanto essenziale citare chi, come un grande gruppo bancario spagnolo, dopo la crisi del 2008 ha deciso di dare una svolta al sistema di relazione indiretto con il cliente usufruente di ogni qualsivoglia servizio di payment e, più in generale, di transazione online, adattandosi alle necessità di quest’ultimo tramite il fintech; che di tale rivoluzione ne è l’amministratore delegato, per così dire.

Parlando di fintech nel suo senso più stretto, è necessario fare chiarezza su come esso abbia cambiato gradualmente la visione del mondo bancario e di come le start-up, un tempo fanalino di coda delle borse mondiali, ora siano più ricercate dell’oro da chi come le banche stesse necessita di un evoluzione nella relazione con il cliente. Esso è infatti sempre più dedito all’usufrutto dei mezzi tecnologici per le attività giornaliere e, quindi, del fintech. Proprio le banche hanno intrapreso un cammino che a seconda dei punti di vista del proprio management sembra volto a fare di tale fenomeno una risorsa preziosa per il proprio status o, in alternativa, contrastarlo cercando di mantenere la propria integrità, vedendo il fintech e quindi le stesse start-up come una semplice concorrenza. In sostanza: porgere l’altra guancia o fare la guerra.

Sempre più comuni sono state inoltre le acquisizioni da parte di colossi bancari di start-up del fintech, al fine di espandere la proprio ombra o, più probabilmente, per paura di restare indietro. La necessità di rimanere al passo coi tempi, fa si che sia necessario appoggiarsi alle sempre più ricercate società offerenti servizi finanziari online, particolarmente apprezzati dal pubblico più giovane, pubblico a cui le banche mirano dagli ultimi anni dato che rappresenta il futuro. Difficile fare previsioni su come il fintech e le banche possano evolversi entrando o meno in colluttazione a causa di un ipotetico conflitto di interessi con, allo stesso tempo, la necessità di rincorrere il cambiamento nella relazione con il cliente che, in unione con le tecnologie sempre più avanzate, non accenna a fermarsi. A prescindere da tutto una cosa è certa: le banche non resteranno a guardare.

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