Il baratto dei regali di Natale: come sconfiggere la crisi grazie al risparmio solidale

La crisi economica sta mutando le abitudini di consumo di molte famiglie italiane. Per alcune infatti le ricorrenze natalizie stanno diventando fonte di disagio e stanno costringendo diverse persone a studiare metodi alternativi per reperire i regali o a crearli con le proprie mani (il cosiddetto fai da te). Ma è proprio in un momento di difficoltà che nascono le idee migliori come quelle di ricorrere ad una nuova moda social che si sta sviluppando in questo periodo: il Baratto 2.0.

Le previsioni di spesa natalizia

Il contesto nel quale si sta espandendo il fenomeno del Baratto 2.0 è quello di una forte diminuzione dei consumi per le festività e per i doni natalizi. Secondo quanto evidenziato dalle stime dell’Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori (Adoc), il prossimo Natale sarà caratterizzato da una forte riduzione della spesa rispetto ai dati dell’anno precedente (-16%), prediligendo l’utilizzo del fai da te e il riciclo dei regali. Il dato che permette di mettere in risalto la riduzione dei consumi è quello fornito dalla previsione di spesa media per famiglia che passa dai 365 euro dello scorso anno ai 300 euro odierni. La spesa prevista per singolo regalo è compresa tra 20-40 euro per il 42% degli italiani, mentre solo il 7% acquisterà un regalo dal valore superiore a 60 euro.

Il riciclo dei regali: cresce l’idea del baratto

I dati forniti dall’Adoc evidenziano un ulteriore punto di discussione: la ricerca di massimizzare il rendimento dei regali e la contemporanea ricerca di soluzioni a basso costo. Ben il 33% dei doni che verranno scambiati sono da considerarsi di seconda mano, mentre il 15% realizzati tramite il fai da te.

L’elemento interessante è quello relativo ad una nuova forma di ricerca: l’utilizzo del baratto. Dai dati forniti dalla stessa associazione, un regalo su dieci verrà reperito attraverso uno scambio equo e non monetario. L’idea è molto interessante perché permette di risparmiare sull’acquisto di nuovi prodotti, favorendo l’utilizzo di beni che si addicono meno ai propri bisogni per consegnarli a qualcun altro che può trovarli utili.

Prima di discutere sulle possibilità che il baratto offre, è necessario considerare che è un’ottima soluzione di scambio, ma con almeno tre difetti:

  • presuppone la presenza di persone che intendano scambiarsi beni di valore simile;

  • è geograficamente limitato, in quanto i prodotti devono essere visionabili e valutabili da ambo le parti;

  • i beni da scambiare devono avere circa lo stesso valore.

Nell’antichità tali vincoli sono stati superati con l’introduzione della moneta, oggi invece ci si può avvalere di un mezzo tutto nuovo: internet. Attraverso il web è infatti possibile ridurre la distanza tra le persone che intendono effettuare uno scambio, individuando le offerte più prossime grazie alla geolocalizzazione, ma fino a questo momento non si è ancora riusciti a identificare un modo equo di valutazione delle merci se non attraverso la moneta (nello specifico attraverso l’uso di carta di credito o modelli online basati comunque su scambi monetari, quali ad esempio PayPal). Si pensi per esempio al servizio di aste online fruibile tramite eBay: il successo è stato garantito dalla possibilità di sfruttare l’effetto di socializzazione e geolocalizzazione degli utenti, ma non è previsto uno scambio di pari valore tra gli utenti (in sintesi, la buona riuscita dello scambio avviene in seguito al pagamento da parte dell’acquirente).

Un caso di successo del baratto: Reoose

Il vincolo della valutazione dei beni secondo una logica non monetaria, quindi senza lo scambio di denaro come presuppone il baratto, è stato proposto in internet lo scorso settembre dal sito Reoose (www.reoose.com). L’idea alla base di questo nuovo business è stata quella di creare il baratto 2.0 asincrono, cioè totalmente basato sul web e senza la necessità di uno scambio nello stesso momento e con le stesse persone. Questo significa che ogni utente può rendere disponibili in rete i prodotti che intende barattare e allo stesso tempo (o in maniera posticipata) può ricercare altri beni che sarebbe intenzionato ad acquistare. Ma come viene superato il problema della mancanza della moneta? Grazie a dei crediti virtuali che – oltre a consentire gli scambi tra diverse persone (e non unicamente con gli utenti con i quali avvengono le transazioni) – permettono anche gli acquisti differiti, poiché mantengono il loro valore nel tempo.

Oltre alla risoluzione del problema del vincolo del pagamento, l’azienda si è spinta molto oltre, garantendo la giusta attenzione ai temi etici e sociali. Reoose infatti si ispira alla filosofia delle 3R che predica la necessità di prestare attenzione alla riduzione dei rifiuti, al risparmio e al riciclo. Inoltre, mantenendo un approccio etico, permette a coloro che compiono scambi di non utilizzare i crediti maturati esclusivamente per scopi personali, ma propone di destinare gli stessi (o parte di essi) ad opere di solidarietà a favore di associazioni che lottano da anni contro la povertà, lo sfruttamento e le ingiustizie sociali.